Top&Flop – ventesima giornata di serie A

(di Virginia Massullo) Aspettando il big match dei quarti di Coppa Italia di domani sera, Juventus e Roma non sbagliano e, negli anticipi di sabato, vincono le due sfide di campionato, rispettivamente contro Sampdoria e Livorno. Si ferma, invece il Napoli, beffato al 90’ da Bianchi; ora si avvicina pericolosamente la Fiorentina che strapazza il Catania e si porta a soli tre punti dai partenopei. Ancora una giornata no per l’Inter che perde in trasferta contro il Genoa dell’ex Gasperini, mentre risalgono Lazio e Milan: in rimonta i biancocelesti contro un’Udinese in crisi nera, grazie ad un rigore di Balotelli i rossoneri, regalando i primi tre punti al debuttante Seedorf. Vediamo quali sono stati i top&flop della ventesima giornata di campionato.

 

TOP

Bianchi – Contro il Bologna i partenopei non vogliono perdere il passo del tandem di testa Juve – Roma, ma devono fare i conti con un super Rolando Bianchi. Sotto il diluvio del Dall’Ara il numero nove rossoblù sfodera una doppietta da attaccante vero; le prove generali le fa al 33’ del primo tempo quando su un cross di Diamanti il suo colpo di testa sfiora la traversa. Qualche minuto dopo, su una palla persa dal Napoli a centrocampo, l’azione si ripete in fotocopia, ma l’esito fa impazzire i sostenitori felsinei: Bianchi anticipa il difensore azzurro e questa volta la sua spizzata di testa è vincente e si insacca in rete. Un gran gol che rischia di essere inutile, però, visto che la squadra di Benitez riesce nella ripresa a ribaltare il risultato grazie ai soliti Higuain e Callejon; la partita ormai sembra persa con il Bologna che rimane anche in inferiorità numerica per l’espulsione di Kone,  quando al 90’ arriva la doppietta firmata Bianchi: sugli sviluppi di un calcio d’angolo l’attaccante rossoblù viene lasciato colpevolmente solo, ha il tempo di controllare il pallone col petto e scaraventarlo nella porta azzurra, agguantando un pareggio a dir poco inaspettato. Terzo gol in campionato, il quarantottesimo in serie A, una doppietta che vale oro, ma nonostante ciò il Bologna sarebbe pronto anche ad ascoltare eventuali proposte della Sampdoria, interessata al suo numero 9. Fino al 31 gennaio c’è ancora tempo, intanto Bianchi può godersi giustamente il suo momento di gloria e mirare a riprendersi un posto da titolare.

 

Fetfatzidis –  L’Inter di Mazzarri non sa più vincere e impatta in una sconfitta anche contro il Genoa dell’ex Gasperini, che non ha mancato di togliersi qualche sassolino dalla scarpa nelle dichiarazioni pre e post partita. Nonostante le due punte schierate, Palacio e Milito, rimangono comunque zero i gol segnati, l’Inter non riesce a stare al passo della Fiorentina e Mazzarri esce con le ossa rotte da Marassi. Il protagonista di questa sfida, un po’ a sorpresa, è il centrocampista greco classe ‘90 Ioannis Fetfatzidis, che mette a dura prova la difesa nerazzurra. Vera spina nel fianco per tutta la gara, almeno fino al 31’ della ripresa quando Gasperini lo sostituisce con Konate, manda letteralmente al manicomio il povero Juan Jesus che ha il compito di marcarlo. Nonostante le pessime condizioni del terreno di gioco, il ventitreenne greco è un vero incubo per tutta la retroguardia della squadra di Mazzarri; non si fa condizionare dal suo piede non proprio raffinato nelle occasioni dei calci da fermo, e distribuisce in maniera equa quantità e dribbling, costringendo pure a un grande intervento Handanovic. Non ha ancora la giusta continuità, anche all’interno della stessa partita, ma la sensazione è che Preziosi su di lui abbia visto giusto, Gasperini dovrebbe puntarci con più convinzione.

 

Matri – Sembra la giornata della rivincita degli attaccanti in crisi, dopo la doppietta di Bianchi arriva anche quella dell’ex rossonero con la maglia della Fiorentina. L’avversario dei viola non è certo irresistibile, anche se il Catania di Maran (richiamato dopo l’esonero di De Canio) non demerita, almeno fino al gol di Mati Fernandez (su sponda dello stesso Matri) che sblocca la partita alla metà del primo tempo. Dopo la svantaggio, però, non c’è più storia, la Fiorentina gioca sul velluto e il nuovo attaccante viola può solo trarne benefici: in spaccata arriva il primo gol, mentre la doppietta arriva qualche minuto dopo, Frison non trattiene la palla e Matri la ribadisce in rete. Due gol in quaranta minuti del primo tempo, l’ex rossonero ha già doppiato quello che aveva fatto nelle quindici partite al Milan, quando segnò un solo gol al Parma. Completamente ambientato nella realtà viola e nel gioco di Montella, la prestazione di ieri dimostra che la fiducia nel calcio è tutto. I fischi di San Siro non erano più sopportabili per Matri, che pure male non aveva fatto con la Juventus; adesso si apre una nuova avventura in una squadra che con il suo gioco facilita non poco la vita agli attaccanti. In attesa di Gomez e Rossi, benvenuto Alessandro.

 

 

FLOP

 

Gonzalez – Buona la prima di Seedorf sulla panchina del Milan, ma il nuovo allenatore rossonero deve ringraziare il difensore del Verona. Mandorlini non può più contare sul giovane talento Jorginho, approdato al Napoli, e su Toni bloccato a letto dall’influenza. Davanti Cacia è inconsistente, ma Iturbe e Martinho ci provano comunque in due nitide occasioni: troppo poco convinti, però, i giocatori dell’Hellas che nel complesso non demeritano. Ma il disastro arriva verso la fine del secondo tempo: Gonzalez interviene fallosamente su Kakà e sporca inevitabilmente una prestazione fino a quel momento discreta. Il calcio di rigore di Balotelli consegna la vittoria ai suoi, ma probabilmente il Milan-fantasia di Seedorf non sarebbe andato oltre il pari, se non ci fosse stato l’errore macroscopico del difensore del Verona. Per gli uomini di Mandorlini è la seconda sconfitta consecutiva dopo quella casalinga contro il Napoli, e la prossima partita sarà contro la Roma: non è un segreto che il tecnico dell’Hellas avrebbe preferito trattenere Jorginho almeno fino a fine stagione, si spera almeno che su Iturbe la società veneta aspetti giugno, come è probabile. Il Verona, con i suoi 32 punti in classifica, resta comunque in corsa per un posto in Europa, per fare il salto di qualità c’è ancora tempo.

 

Puggioni – Il Chievo reduce dal punto pesantissimo guadagnato in casa dell’Inter la settimana scorsa si ritrova ad affrontare il Parma di Donadoni in una importante sfida per la salvezza. C’è da migliorare il rendimento in casa e al 15’ del primo tempo tutto sembra andare per il verso giusto, con Paloschi che firma il vantaggio segnando il suo quinto gol in questo campionato. Il Parma potrebbe avere l’opportunità di pareggiare poco dopo con Amauri dagli undici metri, ma proprio Puggioni indovina l’angolo giusto e para il rigore (esultando come se avesse segnato). Non è comunque la giornata giusta e Cassano dopo pochi minuti sigla il pareggio vanificando tutto, e gli ospiti rischiano addirittura di passare in vantaggio se ancora l’estremo difensore clivense non deviasse provvidenzialmente sulla traversa. Nella ripresa qualche fiammata da ambedue le formazioni, ma il pari sembra accontentare tutti, fino a che, su un tiro del capitano del Parma, Lucarelli, il portiere dei padroni di casa non controlla e combina il disastro: 2 a 1 per i ducali e il Chievo perde un punto prezioso in chiave salvezza, per giunta in casa. Rovinata una prestazione attenta fino a quel momento, culminata con il rigore parato ad Amauri, con una svista del genere Puggioni deve solo mangiarsi le mani.