Data di pubblicazione: sabato 04 Aprile, 2020 17:55

Tommasi: “In questo momento parlare di sport ha poco senso. La salute e la sicurezza delle famiglie è la priorità”

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Ripartire o meno? Nel caso, quando e in che modo? Domande che pesano, che possono valere anche milioni di euro. E qui c’è il (quasi) nocciolo della questione. Salute ovviamente a parte, ciò che sta più a cuore a Damiano Tommasi:

“Devo essere sincero: ritengo sia un tema del quale si è parlato tanto a livello mediatico, lo hanno fatto meno i diretti interessati. La mia opinione? La priorità è tutelare i diritti degli atleti, in particolare quelli delle categorie inferiori”.

Tommasi quale può essere la soluzione?

Alcune istituzioni, come FIFA e UEFA, potrebbero mettere a disposizione dei fondi per limitare le problematiche economiche. E inoltre non dimentico il calcio femminile.

La sua previsione?

Vorrei fare una premessa, doverosa nei confronti di chi ha perso i propri cari e che sta combattendo per salvare le vite, come i medici: in questo momento, parlare di sport ha veramente poco senso, anche se, da appassionati, non vediamo l’ora di tornare a divertirci il prima possibile. Guardiamo cosa sta accadendo al di fuori delle nostre abitazioni: una palla da calcio viene dopo, oggi sarebbe importantissimo anche intravedere una luce in fondo al tunnel.

Sportivamente parlando quando vedremo questa luce?

Diventa difficile sbilanciarsi, nessuno può farlo: presidenti, dirigenti, calciatori… nessuno. Solamente il virus e ciò che si sta cercando di fare per sconfiggerlo decideranno. Noto una cosa, utilizzo un paragone calcistico. Un giocatore subisce un infortunio particolarmente grave: lo capisce subito e parte carinissimo per tornare, ma poi l’ultimo mese è la parte che effettivamente conta. Ora manca poco alla guarigione, non serve avere fretta: è fondamentale procedere in maniera graduale.

Vuole dare uno sguardo ai campionati?

La speranza, e sto parlando a nome dell’Aic, è di tornare in campo velocemente, magari già in estate. Sa con le spiagge piene di bagnanti… Tuttavia voglio ripetermi: per farlo dovranno esserci le assolute garanzie. La salute e la sicurezza delle famiglie sono al primissimo posto, quando non ci sarà più alcun pericolo torneremo a pensare agli allenamenti e alla ripresa dei match ufficiali. Oggi contano altre cose.

La Gazzetta dello Sport

www.ilgiallorosso.it

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