Data di pubblicazione: mercoledì 06 Febbraio, 2019 12:13

Stadio Roma, inchiesta ‘Rinascimento’: chiesto il rinvio a giudizio per 15 persone, c’è anche Parnasi

Rischio processo per 15 persone nell’ambito dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma calcio. Tra gli indagati per i quali la procura della Capitale ha chiesto il rinvio a giudizio c’è anche l’imprenditore, Luca Parnasi, considerato il «dominus» dell’associazione a delinquere che a suon di tangenti cercava di corrompere politici e funzionari pubblici. Oltre che per il costruttore romano l’aggiunto Paolo Ielo e il pm Barbara Zuin hanno chiesto il processo anche nei confronti del consigliere Regionale Pd, Michele Civita e del consigliere Regionale e ex vicepresidente del Consiglio Regionale, Adriano Palozzi. Insieme a loro rischia il processo anche il sovrintendente ai Beni Culturali, Francesco Prosperetti. Nella stessa indagine la procura ha chiesto il giudizio immediato nei confronti dell’ex presidente di Acea e uomo forte dei 5 Stelle, Luca Alfredo Lanzalone. Gli interrogatori e il «metodo Parnasi» E’ nel corso del suo ultimo interrogatorio davanti ai pm di Roma che l’imprenditore Luca Parnasi ha svelato il metodo con il quale per anni ha finanziato la politica . Al centro del verbale del costruttore romano le elargizioni al Partito Democratico e alla Lega. Non a caso nel mirino della procura di Roma erano finiti i rispettivi tesorieri: Francesco Bonifazi, deputato del Pd, e Luca Cementero, della Lega entrambi indagati in un fascicolo a parte. I 150 mila euro dati da Parnasi alla fondazione Eyu, secondo i pm, sarebbero stati destinati al Pd. A provarlo ci sarebbero incontri tra Bonifazi e Parnasi e anche alcune intercettazioni. La vicenda era stata racchiusa dai carabinieri in un’informativa del 19 marzo scorso: «rapporti con gli organi di comunicazione ufficiali dei partiti», si intitolava il capitolo dedicato anche alla fondazione. Altro capitolo dell’indagine riguarda invece la Lega. Per finanziare il partito di Matteo Salvini, l’imprenditore, avrebbe elargito denaro alla onlus «Più Voci». In questo caso il versamento sarebbe più corposo: 250 mila euro. E sarebbe avvenuto nel 2015. A queste donazioni se ne aggiunge un’altra data a Fratelli D’Italia. Il fascicolo sui finanziamenti è stato stralciato e la parte appena chiusa è solo l’apice dell’inchiesta dei carabinieri del Nucleo Investigativo, coordinata dall’aggiunto Ielo e dal pm Zuin, sul nuovo stadio della Roma.

Rischio processo per 15 persone nell’ambito dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma calcio. Tra gli indagati per i quali la procura della Capitale ha chiesto il rinvio a giudizio c’è anche l’imprenditore, Luca Parnasi, considerato il «dominus» dell’associazione a delinquere che a suon di tangenti cercava di corrompere politici e funzionari pubblici. Oltre che per il costruttore romano l’aggiunto Paolo Ielo e il pm Barbara Zuin hanno chiesto il processo anche nei confronti del consigliere Regionale Pd, Michele Civita e del consigliere Regionale e ex vicepresidente del Consiglio Regionale, Adriano Palozzi. Insieme a loro rischia il processo anche il sovrintendente ai Beni Culturali, Francesco Prosperetti. Nella stessa indagine la procura ha chiesto il giudizio immediato nei confronti dell’ex presidente di Acea e uomo forte dei 5 Stelle, Luca Alfredo Lanzalone. Gli interrogatori e il «metodo Parnasi» E’ nel corso del suo ultimo interrogatorio davanti ai pm di Roma che l’imprenditore Luca Parnasi ha svelato il metodo con il quale per anni ha finanziato la politica . Al centro del verbale del costruttore romano le elargizioni al Partito Democratico e alla Lega. Non a caso nel mirino della procura di Roma erano finiti i rispettivi tesorieri: Francesco Bonifazi, deputato del Pd, e Luca Cementero, della Lega entrambi indagati in un fascicolo a parte. I 150 mila euro dati da Parnasi alla fondazione Eyu, secondo i pm, sarebbero stati destinati al Pd. A provarlo ci sarebbero incontri tra Bonifazi e Parnasi e anche alcune intercettazioni. La vicenda era stata racchiusa dai carabinieri in un’informativa del 19 marzo scorso: «rapporti con gli organi di comunicazione ufficiali dei partiti», si intitolava il capitolo dedicato anche alla fondazione. Altro capitolo dell’indagine riguarda invece la Lega. Per finanziare il partito di Matteo Salvini, l’imprenditore, avrebbe elargito denaro alla onlus «Più Voci». In questo caso il versamento sarebbe più corposo: 250 mila euro. E sarebbe avvenuto nel 2015. A queste donazioni se ne aggiunge un’altra data a Fratelli D’Italia. Il fascicolo sui finanziamenti è stato stralciato e la parte appena chiusa è solo l’apice dell’inchiesta dei carabinieri del Nucleo Investigativo, coordinata dall’aggiunto Ielo e dal pm Zuin, sul nuovo stadio della Roma.

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