Data di pubblicazione: venerdì 10 Luglio, 2015 16:56

Rudi Garcia: “C’è sintonia con la società. Lavoriamo per costruire una Roma competitiva”

rudi garcia conferenza pinzolo(asroma.it) – Oggi a Pinzolo è stato il turno di Rudi Garcia, che ha tenuto un’attesa conferenza stampa.

Rispondendo alle domande dei giornalisti il tecnico ha voluto ribadire di aver condiviso tutte le scelte effettuate nell’ultimo periodo. “Ogni decisione è in sintonia con la società” ha dichiarato, riferendosi sia ai cambiamenti nel suo staff tecnico, sia alle strategie di mercato, per le quali gli obiettivi sono chiari ma da centrare senza fretta.

Ecco le sue parole.

Come sta andando il lavoro a Pinzolo?
“Per fortuna sono scese un po’ le temperature. Non ci aspettavamo un caldo tale nei primi giorni ma adesso il clima è tornato nella norma e possiamo lavorare bene. Qui c’è l’occasione per i tifosi di avvicinarsi di più alla squadra, a me piacerebbe accoglierli anche a Trigoria ma sappiamo che non è possibile. Approfittiamo di questa settimana, anche noi dobbiamo essere vicini a loro. Approfitto per ringraziare tutti coloro che lavorano per mettere la squadra nelle migliori condizioni e il personale dello stadio a Pinzolo”.

Ogni anno è un nuovo inizio: si aspettava questo calore ed entusiasmo?
“Sì, c’è l’idea che ci facciamo e poi la realtà che è molto bella: vedo entusiasmo e tante famiglie che vengono con i loro bambini. Io per primo e anche i giocatori siamo tutti stati bambini, appassionati di calcio e vogliosi di vedere i nostri idoli: non dobbiamo dimenticare questa gioia e darla a questi bambini. Sono loro il futuro della tifoseria romanista”.

Romagnoli tornerà dal prestito: lo considera un punto fermo per la Roma del futuro?
“Tutti i giocatori che sono qui più quelli delle nazionali che torneranno il 13 e il 14 sono importanti come tutti i giocatori che ho portato a Pinzolo, anche i giovani: nel ritiro li abbiamo 24 ore su 24 ed è buono per loro stare a contatto con i campioni che abbiamo in squadra e vivere come i professionisti veri. Faccio i complimenti ad Alberto De Rossi: ogni giovane che è arrivato in prima squadra da quando sono qui si è sempre dimostrato educato, serio e disponibile ad ascoltare i consigli, vuol dire che nel settore giovanile si lavora bene non solo sul campo ma anche sul fare crescere degli uomini”.

Come si sente a lavorare con un gruppo in cui alcuni giocatori sono considerati da vendere per i tifosi?
“Il gruppo è lo stesso quasi dell’anno scorso a parte l’arrivo di Iago Falque. Approfitto per parlarne: è un giocatore di quelli che mi piacciono. Ho scoperto l’uomo, molto umile e con grande valore e sono sicuro che ci aiuterà tanto sul campo per le sue qualità importanti. Per quanto riguarda il mercato ogni anno è così: da quando sono arrivato lavoro sempre in sintonia con Pallotta e Sabatini. Al momento è arrivato Iago Falque e io vorrei tenere tutti i giocatori che sono qui. Ovviamente qualcuno arriverà perché la società lavora per migliorare sempre. Non bisogna avere fretta mi sento spesso con il presidente e Walter. Abbiamo squadra competitiva, sappiamo di quali giocatori abbiamo bisogno ma meglio non avere fretta e prendere dei giocatori giusti”.

Pallotta in una conferenza stampa ha detto che il vero problema della scorsa stagione è stata la preparazione fisica. Basta cambiare lo staff per risolvere il problema?
“Per essere chiaro: ci sentiamo spesso con il presidente e con i dirigenti italiani: sui cambiamenti dello staff io avevo già parlato con il presidente a gennaio per migliorare anche le strutture. Ogni anno vogliamo migliorale così come anche le persone che ci lavorano all’interno. Ciò non vuol dire che chi c’era l’anno scorso non era all’altezza. Rongoni, i due dottori sono grandi professionisti e ottime persone. Ma l’obiettivo è di migliorare sempre e con il presidente abbiamo scelto i nuovi membri. Speriamo di avere meno infortunati nella prossima stagione. Quest’anno non c’è stato mondiale e non ci sarà Coppa d’Africa a gennaio: abbiamo molto sofferto questi eventi l’anno scorso e penso che le cose andranno molto meglio”.

Si è detto che le si sentisse depotenziato o delegittimato. Ha mai pensato di lasciare la Roma?
“Se facciamo solo la conferenza sull’anno scorso non serve a niente. Io sono entusiasta, sono sereno, le cose non sono cambiate, non sono né più debole né più forte di prima. Lavoriamo tutti insieme, ciascuno nel proprio ruolo. Il lavoro mio e del mio staff è quello di portare i migliori risultati possibili. Il futuro è oggi abbiamo sette settimane per lavorare e dopo la tournée ne avremo altre quattro per preparare l’inizio del campionato e della Champions League”.

Come si sta trovando con Darcy Norman?
“Come già l’anno scorso ognuno è responsabile del suo ruolo. Ed Lippie lo conoscevo. Ho conosciuto Darcy e mi piace il suo buon senso. Ha delle sue convinzioni, nella preparazione atletica le si possono avere più certezze che nel calcio. Lui cerca di spiegare ai calciatori l’utilità di tutti gli esercizi e questo è importantissimo. La condizione fisica è fondamentale: se i giocatori migliorano sul piano fisico possono sfruttare la meglio le loro qualità tecniche e tattiche. Noi dello staff abbiamo fatto di tutto per accogliere i nuovi arrivati. L’unico problema è che abbiamo tolto a Jim Pallotta il suo preparatore personale: speriamo di vederlo vincente a fine anno, ma forse avrà qualche chilo in più”.

È stato lei a scegliere Darcy Norman?
“Sono stato io a dire ai dirigenti che volevo migliorare tutto anche le strutture. Le cose a volte richiedono un po’ di tempo ma poi arrivano. Come facciamo sempre, non solo nel mercato e lo abbiamo fatto anche l’anno scorso: valutiamo delle candidature e decidiamo in maniera collegiale chi scegliere”.

L’anno scorso in alcune partite si è forse vista un cattiva organizzazione in campo. Pensa di dover fare di più nell’organizzazione della fase difensiva?
“I numeri non dicono tutto ma sono interessanti da guardare: l’anno scorso abbiamo cambiato tutti e quattro i titolari della difesa e siamo arrivati comunque secondi. Piuttosto sul piano offensivo siamo stati meno efficaci nella seconda parte della stagione. Se giochiamo bene abbiamo più chance di vincere. Nella seconda parte della stagione scorsa abbiamo giocato meno bene, per diverse ragioni, ho dovuto cambiare atteggiamento della squadra ma ciò era dovuto anche ai giocatori che non avevo a disposizione tra assenti e infortuni. Ma in fasi di difficoltà bisogna anche adattarsi sulle condizioni fisiche. Nel prossimo anno vogliamo avere un gioco offensivo spettacolare, è importante anche per la gente viene allo stadio e vuole divertirsi. L’obiettivo è quello di tornare a vedere la Roma dei miei primi 18 mesi qui”.

Pallotta ha dichiarato che se giocatori non erano in forma non è colpa loro ma della preparazione e che lei ha sbagliato in alcune dichiarazioni di fine stagione.
“Per me siamo in fase di crescita e vogliamo sempre migliorare le cose e per questo lavoriamo. Quest’anno l’obiettivo sarà di qualificarsi per la terza volta consecutiva alla Champions League. La Juventus sarà favorita ma faremo di tutto per dare fastidio ai favoriti come abbiamo fatto nei miei primi 18 mesi miei qui. Questo è l’obiettivo ma le ambizioni non hanno limiti: voglio vincere un trofeo con la Roma, nei primi due anni non ci siamo riusciti per diverse ragioni. Dobbiamo essere pronti se il favorito dovesse mollare: siamo outsider e la nostra stagione deve essere perfetta, l’ho già vissuto con il Lille e spero di riviverlo qui. Se penso di aver sbagliato qualcosa? Non sbaglia solo chi non fa nulla. L’obiettivo naturalmente è sbagliare il meno possibile”.