Data di pubblicazione: lunedì 26 Novembre, 2018 21:09

Roma Real Madrid, Kolarov: “I tifosi hanno il diritto di arrabbiarsi ma non capiscono di calcio”

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 Eusebio DiFrancesco, tecnico della Roma, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della partita contro il RealMadrid. Queste le sue parole:

Perché la sconfitta contro l’Udinese? 
Non si compra al supermercato la voglia di vincere le partite con maggiore cattiveria. E’ mancato il desiderio di vincere le partite con maggiore cattiveria sia quando si va a fare una fase difensiva adeguata e una fase offensiva in cui bisogna attaccare la porta e calciare in porta con maggiore cattiveria e determinazione. Questa è stata la cosa che mi è piaciuta di più perché avevamo preparato una partita, che io ritenevo fosse la più importante. Il fatto di aver perso questa partita mi dà un fastidio enorme.

Come stanno gli infortunati?
Pellegrini non sarà a disposizione per il Real e nemmeno per l’Inter. Olsen farà l’ultimo provino oggi ma i risultati avusti dagli esami strumentali avuti stamattina sono buoni.

Per diciannove volte a Udine la Roma è arrivata nell’area piccola senza segnare. Come si può intervenire?
Si lega ai tanti dati che alla fine dovrebbero essere positivi ma diventano negativi visti i risultati. La mancanza di crede a volte un pochino di più in quello che si va a fare dentro l’area di rigore, o calciare con maggiore determinazione e cattiveria. Il lavoro, il lavorare sulla testa dei ragazzi e il lavoro di campo, solo questo ti permette di poter venirne fuori, ma anche la possibilità e la fortuna di avere subito una partita importante dove ti rimetti in discussione e dove possiamo dimostrare di non essere quelli di Udine.

Quanto è importante questa partita per la squadra e per il suo futuro?
Per la squadra, parliamo della squadra e se dobbiamo parlare della squadra ne parlo. Di me non parlo perché ho sempre sentito grande fiducia da parte della società. Il risultato di domani è importante prima di tutto per arrivare primi nel girone, ci dobbiamo credere e ci dobbiamo provare. Abbiamo una buona classifica in Champions e possiamo renderla ottima con una grande prestazione.

Manolas è recuperato? 
Oggi farà l’ultimo test ma se dovesse essere a posto sarà della partita.

La cattiveria si allena? Il Real è davvero in crisi? 
L’allenatore è lo stesso  che con grande cattiveria e determinazione ha portato una squadra ad essere aggressiva nella metà campo avversaria, a v olte si è dovuto adattare alle caratteristiche dei calciatori a disposizione ed altre cose. Sono discorsi che fanno tutti gli allenatori e non solo un allenatore. La cattiveria è una cosa astratta però fondamentalmente lo sanno benissimo che se calci in porta scherzando e ridendo non fai gol, ma se calci in porta determinato sai che hai la possibilità di farlo, si può allenare, la puoi migliorare. Il dispiacere più grande è che spesso ricadiamo in questa cosa e si vede che l’allenatore deve raddoppiare quello che sta facendo, non basta quello che fa e deve fare qualcosina in più e l’esame di coscienza me lo faccio sinceramente tutti i giorni. Per quanto riguarda la crisi penso che il Real possa dire la stessa cosa di noi. Sono due squadre “malate” o almeno hanno dei problemi un campionato e in Champions stanno facendo il loro percorso. Sarà una partita ad armi pari, sapendo che giochiamo con la squadra Campione d’Europa, che ha una mentalità, che ha un club alle spalle veramente importante. Non è una partita qualsiasi, è un evento importante e già che la giochiamo con continuità e con 9 punti nel girone è un fattore molto positivo per questa piazza, per questo ambiente, per questa società e per questa squadra.

Il Real ha cambiato tecnico. Che differenze ci sono? 
Secondo me sono molti simili, rispetto al Real precedente, quello che ricercano ed anche in base alle caratteristiche dei calciatori. Non vedo grandissime differenze, se non a livello psicologico. Quando siamo andati noi loro venivano da un ottimo momento, noi invece dovevamo ancora inquadrare la situazione, è un momento totalmente differente per entrambe le squadre e per come devono affrontare questa partita.

Se dovesse arrivare la vittoria potrebbe accrescere le frustrazioni sul campionato. Come se ne esce? 
Giochiamola prima questa partita e magari fare un ragionamento successivo. Ale (Kolarov, ndr), ha parlato in maniera positiva ed io voglio mandare, ed è giusto mandare, dei messaggi positivi nei momenti di difficoltà. Per questo affrontiamola con grande determinazione e mettiamoci qualcosa in più, raddoppiando, a partire dall’allenatore, quello che dobbiamo fare in campo per la preparazione di questa fare e poi faremo altre valutazioni. Il mondo e la vita non sono fatti solo di abbattersi e mollare, è il contrario. Nei momenti di difficoltà dobbiamo tirare fuori di più, ci siamo riusciti in tante occasioni e mi auguro che questa sia l’ennesima anche se poi dobbiamo trovare maggiore continuità. Il difetto più grande che vi ho sempre detto in conferenza, un termine che ho usato sempre, la continuità. In questo senso abbiamo la continuità negativa e dobbiamo essere bravi a trasformarla in forma positiva.

Domani c’è la possibilità di tornare a 3 al centrocampo? 
Di formazione non voglio assolutamente parlare per non dare dei vantaggi a nessuno. Ad oggi non ho ancora deciso niente, nemmeno il sistema di gioco, come certe partite ti fanno pensare, certe cose ti fanno pensare, penso a tutto e dirti oggi se giocherò a 3, 4 o 5 non lo so. Tutti hanno la possibilità di scendere in campo, nessuno escluso, compreso giovani e meno giovani, titolari e non titolari, vedremo quale sarà il mio pensiero. Domani potrebbero esserci anche sorprese ma non lo so e non vi dirò niente in questo senso.

Rispetto all’andata quanto è cambiata, se è cambiata, la Roma?
Sicuramente è cambiata come identità di squadra ma credo che questa crescita non sia sufficiente, c’è ancora un percorso da continuare per poter non incappare in queste trappole che abbiamo avuto ogni volta che c’è stata una sosta. Troppi indizi fanno capire che nel momento in cui determinati lavori che ti hanno dato alcune certezze che ti hanno dato delle opportunità, a questa squadra mancano. Però è cambiata sicuramente, è cambiata la condizione sotto tanti aspetti e anche la crescita di alcuni giovani hanno fatto alti e bassi che ti devi aspettare e non hanno sempre grande continuità in quello che fanno, è la normalità nella crescita di un calciatore in tutti i livelli.

Non ci si dovrebbe aspettare la reazione di Kluivert alla sostituzione. Hai parlato con il giocatore? 
Questa mi è nuova. Non ho visto nulla e l’ho visto molto sereno e nessuno mi ha detto che ha avuto reazioni particolari, magari era arrabbiato con se stesso, me lo riguarderò. Non ho guardato le televisioni, ho visto la partita con l’audio a zero, solitamente me le vedo senza commento sotto. Non ho guardato che cosa ha fatto lui prima, dopo e durante. Non ti so rispondere. Oggi glielo chiedo.

Potete promettere qualcosa ai tifosi? 
Non è domani deve essere sempre perché fa parte della professionalità e della serietà nostra. Dobbiamo dare il massimo per la maglia che si indossa e grande rispetto per i tifosi che verranno allo stadio. Il fatto che siano 65mila perché, al di là della squadra che verrà a giocare, la Roma in Champions ha fatto un percorso importante e che siano arrabbiati è anche normale, non posso essere felice. Mi auguro di avere un altro viso anche io e di essere contento dopo la partita di domani. Possiamo promettere il massimo impegno. Questa è una cosa che il tifoso deve chiedere, poi se viene a parlare di formazioni, di scelte allora mi incavolo. Il tifoso a noi ci deve chiedere impegno, serietà, questo si e noi lo dobbiamo dare perché deve far parte del nostro modo di essere.

Si aspettava il crollo del Real Madrid dopo l’andata? Incontrarlo dopo una sconfitta è un vantaggio?
Anche noi abbiamo perso quindi il vantaggio non c’è da nessuna parte. E’ un’altra storia, vale per il Real e per la Roma. Giochiamo contro i Campioni d’Europa lo voglio ricordare perché sembra che dobbiamo affrontare una squadretta che sembra scontato portare a casa i tre punti. Se vogliamo portare a casa i tre punti contro il Real bisogna fare una grande partita, sotto tutti i punti di vista. Non mi sono dato una spiegazione per il Real Madrid e non me la do neanche perché ho tanti cavoli a casa mia da sistemare che non mi posso occupare anche del Real Madrid.

Contro il Real all’Olimpico, per tentare l’impresa bis dopo il 3-0 al Barcellona dello scorso anno, servirà anche l’aiuto del pubblico. “Ci sostengono sempre, sia in casa che in trasferta“, ha aggiunto Kolarov -. I Blancos sono la squadra che dobbiamo battere per avere più fiducia in chiave campionato”. All’andata il Real vinse 3-0, ma sembra passata un’eternità. “Erano nel miglior momento della gestione Lopetegui – prosegue l’ex City -. Oggi non stanno benissimo, però sono sempre una grande squadra: dobbiamo cercare di togliergli il possesso, perché loro in palleggio sono troppo forti. Ma troveranno una squadra aggressiva e determinata“.

“Ci manca la continuità – ammette Kolarov – I giovani fanno bene una partita e l’altra no, ma rientra nel percorso di crescita. Anche noi “anziani” dobbiamo aiutarli. Sono convinto che ci possano dare una mano, già contro il Real Madrid spero”. La Roma occupa al momento il settimo posto in Serie A con 19 punti: in tredici giornate la squadra giallorossa ha già perso quattro volte e si trova a -4 dalla quarta posizione valevole per la qualificazione in Champions. “Siamo a quattro punti dal quarto posto, ci sono tante partite da giocare .Possiamo raggiungere l’obiettivo”, conlclude il terzino giallorosso.

www.ilgiallorosso.it