Data di pubblicazione: giovedì 21 Ottobre, 2021 11:03

Roma: In Norvegia spazio alle seconde linee

C’è chi la neve, come ammetterà Darboe, non l’aveva mai vista. Bodo accoglie la Roma tra raffiche di vento e una fitta nevicata che hanno costretto il volo a ritardare l’atterraggio. Mourinho costretto a stravolgere l’undici che questa sera partirà titolare. In difesa, con Karsdorp rimasto a Trigoria insieme a Zaniolo, spera in una chance Reynolds. In mezzo tocca al tandem Kumbulla-Ibanez, con Mancini a riposo. In mediana invece via libera all’inedita coppia Darboe-Diawara. Ma la novità è davanti: si rivede Villar ma non come regista bensì nell’inedito ruolo di trequartista. Toccherà allo spagnolo innescare Shomurodov, Perez e capitan El Shaarawy. La Roma non sarà sola. Saranno 400 i tifosi presenti all’Aspmyra Stadion, ai quali Mou ha riservato un pensiero su Instagram: «Freddo? Vento? Campo artificiale? Chi se ne frega, giochiamo e diamo alle persone ciò che amano: il calcio…400 tifosi hanno viaggiato, questo è amore. Grazie mille». Durante il video si sente un Mancini dire: «Se siamo qui è colpa nostra e del campionato di m dello scorso anno». 

il Messaggero

Mou alta fedeltà

«Non esiste, sto qui tre anni». José Mourinho lascia cadere la connessione con il Newcastle, di cui aveva parlato – creando un po’ di ansie ai tifosi giallorossi – alla vigilia di Juve-Roma. Stavolta è deciso, non lascia dubbi sul suo futuro. I nuovi e ricchissimi proprietari del Newcastle possono, e devono per forza attendere, almeno tre anni, il tempo che lo lega alla Roma e ai Friedkin, dei quali ha sposato idee e progetti. E’ un Mourinho romanista, a tutti gli effetti. Un Mourinho ad alta fedeltà. E magari, a Newcastle (o altrove), andrà, chissà, prendendo ancora una volta il posto di Paulo Fonseca, proprio come accaduto a Roma. Del resto la Premier gli ha strappato il cuore e lì prima o poi tornerà. «Non lascio i miei ragazzi, ho firmato per tre anni e non mi muovo da Roma». Ci voleva questo attestato di amore per scaldare i 400 tifosi (eroi) presenti in Norvegia, a un passo dal Polo Nord, dove la Roma oggi pomeriggio affronterà il Bodo Glimt per la terza di Conference League. Il tempo è da lupi, vento e bufera di neve: si gioca sul sintetico, se non altro non ci sarà nulla da obiettare. Però Mou da saggio qual è stavolta non rischia le gambe dei big, che manda quasi tutti in panchina. Ha lasciato a Roma gente come Zaniolo (che conta di recuperare già con il Napoli: «rispettando le sue paure e le fragilità post infortuni») e Karsdorp, oltre ai lungodegenti Smalling e Spinazzola.  Ma stasera la partita diventa un solo un passaggio obbligato, una specie di intralcio, nella sua testa c’è il Napoli e oltre. C’è il futuro, il progetto triennale, la riconquista di quel tempo che gli servirà per organizzare una squadra che abbia la forza, di lottare per traguardi importanti. Per vincere non basta Mourinho e lui sa bene che serviranno investimenti veri, calciatori pronti e non – come dice spesso – una serie di ragazzi di belle speranze. La Roma che ha in testa prevede la presenza degli attuali titolari, o gran parte di loro, e la rinuncia a tutti quelli – alcuni li vedremo stasera – che fino a ora ha sempre utilizzato poco, in cambio di qualche giocatore dello stesso livello dei titolari. Una rosa più corta ma di qualità: così da avere alternative valide, per poterle gestire, senza dover puntare sempre sugli stessi, stressandoli. Il suo futuro, e quello della sua Roma, è in questo concetto, espresso proprio ieri pomeriggio in Norvegia. 

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