Data di pubblicazione: lunedì 23 Aprile, 2018 8:13

Roma, due vie del successo

Divide et impera. Il motto latino sintetizza abbastanza fedelmente il metodo attuale di Di Francesco che punta ad avere il meglio dalla sua squadra in questa fase cruciale della stagione. Proprio contro la Spal, nell’anticipo di sabato a Ferrara, l’allenatore ha fatto scattare il suo piano. Che, prima di presentarlo in pubblico, ha spiegato al gruppo. C’è la Roma per il campionato e quella per la Champions. Separate e distinte, per ottenere sempre il massimo. E soprattutto per centrare l’obiettivo. Che non è solo la finale di Kiev. Al club giallorosso non basta l’Europa. Deve, come in ogni annata, guardare anche all’Italia, perché non si può certo permettere di non entrare tra le prime 4.

La Roma, nel caldo pomeriggio passato in Emilia, non si è distratta. Si è comportata da big, nonostante la rotazione extralarge. Proprio quanto chiesto da Di Francesco che ha tenuto lontana Ferrara da Liverpool. Ecco la separazione imposta da Eusebio: ha dato la priorità al 3° posto, cambiando sia gli interpreti (6 diversi dopo il tur- no infrasettimanale) che il sistema di gioco (dal 4-3-3 al 4-3-2-1). Giocatori freschi contro la Spal e qualche titolare a riposo per il viaggio nel Regno unito. I giallorossi, fisicamente e mentalmente, hanno risposto bene: il messaggio inviato dall’allenatore è stato recepito. Nessuno ha staccato la spina, sentendosi già ad Anfied Road. Proprio per questo motivo sarebbe sbagliato considerare la prestazione autoritaria di sabato come la prova generale per la prima semifinale contro i Reds. I match so- no completamente diversi, nell’interpretazione e nella preparazione. Anche perché, per il valore dell’avversaria, l’asticella si alza e di parecchio.

Domani sera, dunque, si cambia ancora. Mai Di Francesco, nelle 45 partite stagionali, ha del resto confermato la stessa formazione. Il turnover, in questo caso, è stato mirato alla partita in Inghilterra. In panchina sono rimasti i difensori Florenzi e Jesus, insieme con il capitano De Rossi, risparmiato per 2 gare di fila. Con loro, anche Dzeko. E Kolarov, leggermente affaticato, è stato esentato dal viaggio in Emilia. Under, invece, è entrato nel finale. I 6 esclusi si riprenderanno il posto domani sera contro il Liverpool. Così, per dieci undicesimi, sarà confermata la Roma che, nel ritorno dei quarti, ha affrontato il Barcellona nella notte dell’Impresa. L’unica novità: Under per Schick. Sembra quasi scontato, quindi, il ritorno al 3-4-2-1 che può diventare diventa il sistema di gioco per la Champions. «Il calcio è dinamico. Anche quando parli di una difesa a quattro, finisci spesso per difendere a tre, o anche due, a seconda della situazione di gioco. La mia decisione di cambiare sistema era legata al fatto che con alcune squadre e con le caratteristiche di alcuni giocatori, una difesa a tre può darti un po’ di fisicità in più. Ottieni un po’ di forza in più, che serve specialmente in Europa» l’ammissione di Eusebio prima di volare nel Regno Unito. La modifica è possibile anche in corsa: proprio contro la Spal, prima di passare al 4-2-3-1, si è visto il tridente con il centravanti e 2 trequartisti (o mezzepunte, fate voi). Proprio come contro il Barça. L’attacco, con que- sta formula, va bene sia con la linea a 3 che con quella a 4.

Collina ha scelto Brych per la partita ad Anfield Road: il direttore di gara viene dalla Germania come Klopp. Sono 2 i precedenti con il Liverpool in questa stagione: nella sfida con il Siviglia della fase a gironi e contro il City nell’andata dei quarti (3-0). Brych ha arbitrato anche Napoli-City nella fase a gironi (2-4) e Juventus-Tottenham nei quarti (2-2). E ha incrociato la Roma a Mosca nel 2014, nel match contro il Cska (1-1).

IL MESSAGGERO – (Trani)

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