Per il Tricolore sembra più un duello che una lotta a più squadre

Ancora è presto per chiamarlo duello, per dire che il campionato è un testa a testa. Gli somiglia moltissimo, però: Juve contro Roma, Roma contro Juve. E nient’altro. Tra le prime cinque della classifica, del resto, in questa giornata hanno vinto solo loro: Napoli e Inter sono state fermate su rocamboleschi (e deludenti) 3-3 in casa, la Fiorentina è caduta di fronte ai giallorossi. Così la forbice, là davanti, s’è ampliata assai. Benitez è scivolato a meno cinque dalla Roma, Mazzarri e Montella rispettivamente a meno nove e meno dieci. Se una squadra ha la possibilità di rientrare, questa è il Napoli. E non solo per il minore ritardo in classifica, ma per la consistenza dell’organico, per la forza del gruppo: l’Inter non ne ha a sufficienza (e il Parma non a caso avrebbe meritato di vincere a San Siro); la Fiorentina è bella, a tratti bellissima, però spesso un po’ molle (forse ora manca davvero Gomez). I verdetti di Champions – in arrivo nei prossimi giorni – avranno un peso, ma non necessariamente sarà avvantaggiato chi avrà meno impegni da febbraio in poi: a volte l’Europa galvanizza e dà fiducia, e così i risultati sono migliori anche in campionato. Con la Fiorentina, la Roma ha conquistato una vittoria che vale triplo. Primo, perché le permette di continuare a braccare la Juve, volando nella scia dei bianconeri verso lo scontro scudetto che aprirà il 2014. Secondo, perché ha interrotto una serie di pareggi (4) che cominciava a diventare inquietante. Terzo, perché arrivata a conclusione di una gara spettacolare, nella quale i giallorossi hanno dimostrato di avere qualità e campioni (e si sapeva) ma anche carattere (e qualcuno cominciava a dubitarne). Abbiamo ammirato uno strepitoso Gervinho, ci siamo goduti un Totti in versione capitano- non giocatore.