Nevio Scala: “Inter-Roma da tripla”

Nevio Scala, ex giocatore della Roma, è intervenuto alle frequenze di Centro Suono Sport nella trasmissione “Te la do io Tokyo”.

Proprio il 2 Ottobre 1966 Scala realizzò la sua prima rete in Serie A, rimasta poi l’unica con la maglia giallorossa: “Non ho mai segnato tantissimo, però nel corso della carriera mi sono stati fischiati molti rigori a favore, che altri miei compagni poi trasformavano”.

Seppure sia passato ormai molto tempo da quella partita lontana (Roma-Vicenza 1-0, ndr), Scala ricorda ancora benissimo l’azione che lo portò al gol: “A causa di una lesione muscolare alla gamba sinistra giocai praticamente da infortunato in quella partita. Ad un certo punto arriva un lancio lungo dalle retrovie, e, dimenticandomi del dolore, riesco a raggiungere il pallone. Dopodiché, con un diagonale sinistro, batto Giunti portando la Roma al successo. Per quel gol ho ricevuto dall’Onorevole Evangelisti, allora presidente, una medaglia d’oro bellissima che conservo gelosamente”.

Quella con la maglia della Roma è stata un’esperienza piuttosto breve, con un solo anno di militanza (1966-1967, ndr), ma Scala, come molti altri, è rimasto molto legato a città ed ambiente: “Roma mi è rimasta nel cuore, ho lasciato lì tanti amici che comunque sento spesso. Molti di loro mi hanno aiutato a vivere la vita da atleta, evitandomi situazioni imbarazzanti”.

L’ex allenatore del Parma ci svela poi un piccolo retroscena su quella che sarebbe potuta essere la sua nuova squadra: “Sono stato molto vicino alla panchina della Roma. Tre anni fa, le cose non andavano bene e si parlava di un rapporto difficile tra Totti e Ranieri, con la dirigenza che mi chiamò dicendomi d’aver bisogno di me. Poi, fortunatamente, la Roma vinse le successive partite in campionato ed in coppa, così non se ne fece più nulla. Perciò ho rischiato di essere l’allenatore della Roma, ma Ranieri, seppur brevemente, si riprese per lasciare spazio solo successivamente a Montella”.

Inevitabile una domanda anche sul fantastico inizio della Roma di Garcia: “Ho visto la Roma sia col Parma che col Bologna, vedendo una squadra straordinaria. Non so di chi sia il merito maggiore, ma Garcia, che stimo molto, ha portato nello spogliatoio quella serenità che mancava da qualche anno. Se la squadra dovesse credere nelle proprie possibilità, credo ci siano buone opportunità di raggiungere il trofeo più ambito”.

Parole al miele anche per Totti, oggi più di ieri riferimento della Roma: “In queste ultime partite ha dimostrato una volta di più di essere un giocatore straordinario. Rispetto a qualche anno fa non ha più la stessa vivacità e brillantezza, ma può dare ancora un grosso contributo alla squadra, restando un esempio per tutti i suoi compagni”.

Giudizio positivo anche per i tanti nuovi arrivati, artefici principali di questo splendido inizio di stagione: “Devo dire che tutti i nuovi arrivati si stanno dimostrando giocatori straordinari. Strootman, ad esempio, mi sembra un giocatore di grandissima qualità, così come Benatia, che sta mostrando qualità da goleador insospettabili. Bene anche Maicon, ma chi mi sta impressionando di più è assolutamente Gervinho. Per certi versi mi ricorda Asprilla, giocatore di qualità e molto veloce che, se usato nel modo giusto, come sta facendo Garcia, può fare la differenza”.

Infine una battuta anche su Inter-Roma, big match in programma nel fine settimana: “E’ la classica partita da tripla. La Roma infatti è in grande condizione e deve crederci, confermando quella mentalità che Garcia sta cercando di inserire in squadra. Del resto se vai a Milano con l’idea di difenderti, difficilmente riesci a fare risultato, ma se parti con la voglia di vincere, ci sono buone possibilità per riuscirci”.