Data di pubblicazione: giovedì 09 Maggio, 2019 14:01

La verità è che non gli piaci abbastanza

Giorni nefasti in casa Roma. Una panchina in cerca di allenatore, Totti pensa al secondo addio al club ma stavolta alla dirigenza e, per ultimo ma non meno importante, De Rossi è in bilico. Per chi avrà l’onere e l’onore di ammaestrare la squadra, dovrà anche decidere le sorti del capitano: troppi infortuni alle spalle e se fino a poco fa la proroga del contratto questa estate era sicura, ora questa certezza traballa. Potrebbe rimanere sempre in casa giallorossa ma allenando le giovanili.
Per la panchina “dei grandi”, invece, la situazione è più confusa e destabilizzata che mai: Conte rifiuta e va avanti, si elimina dai giochi anche Sarri. L’allenatore del Chelsea era in un limbo con la squadra inglese: dati i risultati e le performance scadenti, non si stava certamente graziando i tifosi e i suoi giocatori. Ma ecco il colpo di scena e Sarri riprende in mano la situazione quindi ora vuole rimanere in Inghilterra, no alla Roma anche dall’allenatore napoletano. La terza alternativa è Gasperini, che però non è semplice da strappare via all’Atalanta che lo se lo tiene stretto e che sta portando verso la Coppa Italia.
I numerosi piani B da vagliare a Trigoria potrebbero essere Gattuso o Blanc, a seconda di chi è libero da qui a questa estate e dalle reali possibilità; altri nomi che potrebbero diventare mire future sono Allegri o Tuchel.
Il rifiuto di Conte è stato un duro colpo per la capitale, nonostante la dirigenza non ci abbia mai sperato più di tanto ed è sempre rimasta con i piedi per terra. Le esigenze di vincere dell’ex ct della nazionale non si allineano, adesso, con la situazione della Roma: “Mi sono innamorato di Roma frequentandola nei due anni in cui sono stato ct della Nazionale. All’Olimpico senti la passione da parte di questo popolo che vive il calcio con un’intensità particolare, che per la Roma va fuori di testa. Che vive “per la Roma”.Un ambiente molto passionale, che ti avvolge. Oggi le condizioni non ci sono, ma penso un giorno, prima o poi, io andrò ad allenare la Roma”. Indirettamente, però, fa le fila alla Juventus: “Allegri sta facendo molto bene. Un domani non si sa mai”. E continua, determinato e fermo su ciò che vuole da una squadra: “Chi mi vuole sa che io devo far coincidere la mia idea di calcio e il mio metodo. Non sono un gestore, non credo che l’obiettivo di un allenatore sia fare meno danni possibile. Se pensano questo, le società non mi chiamano. Io sono molto severo con me stesso. Poi ho un problema: la vittoria, che sento come l’obiettivo del mio lavoro. Io devo avere la percezione di poter battere chiunque. Devo sentire che vincere è possibile. Altrimenti, senza problemi, posso continuare a restare fermo”.
Dopo le dichiarazioni di Zaniolo dei giorni precedenti “Chi non andrebbe alla Juve”, ad una quasi palese preferenza di Conte per i bianconeri, la Juventus sta a 2-0 con la Roma. Ora l’augurio è che sul campo il risultato si ribalti.

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