Data di pubblicazione: sabato 29 Agosto, 2015 11:56

Il Tempo – Stadio della Roma, l’inizio dei lavori resta un giallo

stadio roma plastico(Il Tempo – F. Magliaro) – La relazione del Campidoglio sull’analisi preliminare del “progetto definitivo” dello Stadio della Roma di Tor di Valle apre una serie di interrogativi sul prosieguo dell’iter approvativo. La Regione, secondo quanto disposto dai tre commi a firma Delrio della legge di Stabilità 2014 – quelli che spesso vengono chiamati “legge Stadi” – deve convocare la Conferenza di Servizi decisoria che ha il compito, entro 180 giorni dal suo insediamento, di esaminare il dossier nel dettaglio, disporre eventuali modifiche ai progetti e richiedere integrazioni qualora necessarie, per poi dare il suo via libera definitivo. Alla Conferenza prendono parte un gran numero di diversi Enti e Società: dagli uffici regionali a quelli del Campidoglio, dalla Prefettura, ad Acea, Ama, Atac, Autorità di Bacino e così via. Già una prima annotazione: a ferragosto la Giunta Marino ha disposto una rotazione di dirigenti. Fra questi, c’è uno “scambio” di ruoli: Antonello Fatello, fino a questa rotazione Direttore del Dipartimento Urbanistica, passa alla Mobilità. Nuovo direttore dell’Urbanistica, Annamaria Graziano, che era alla guida della Mobilità. Sia la Graziano che Fatello sono due accesissimi tifosi romanisti ma, a parte questo, la Graziano – che per breve tempo ricoprì proprio l’incarico di direttore dell’Urbanistica nei primi mesi della Giunta Marino per essere sostituita, non senza strascichi polemici interni, proprio da Fatello – non ha mai seguito approfonditamente l’iter dello Stadio che, al contrario, è stato letteralmente cullato e coltivato da Fatello, considerato, nei corridoi del Campidoglio, il braccio destro dell’assessore all’Urbanistica, Giovanni Caudo. E questo fatto apre la partita di chi sarà il rappresentante del Comune in sede di Conferenza di Servizi. Conferenza che, a questo punto, si tinge un po’ di giallo.
Al momento della trasmissione del plico Stadio dal Campidoglio a via Cristoforo Colombo, sia il presidente Zingaretti che l’assessore Civita (dal quale dipende la convocazione della Conferenza), precisarono che la Regione avrebbe operato «affinché fossero rispettate le modalità e i tempi previsti dalla normativa che regolamenta» la Conferenza. Ora, la normativa in questione prevede che in Conferenza di Servizi finale debba entrare il progetto “definitivo”, definitivo a termini di legge. E quello presentato in Campidoglio, com’è chiaro dalla relazione stessa del Comune, non è un definitivo in questo senso.
In seconda battuta, la stessa norma prevede che le carte progettuali debbano essere presentate al Comune che, poi, provvede ad inoltrarle alla Regione. In questo ginepraio di norme di nuova applicazione, quindi, sembrerebbe che le integrazioni progettuali debbano essere presentate da Pallotta e Parnasi in Campidoglio al quale, dopo l’esame, spetta il compito di “girarle” nuovamente in Regione. Tuttavia, è anche possibile che la Regione stessa surroghi il Roma Capitale e che accetti direttamente le nuove carte dai proponenti. In entrambi i casi, però, è arduo pensare che la Conferenza possa davvero riunirsi in tempi brevi: le carte non sono comunque ancora pronte. Tre le possibili strade: la prima, la Regione convoca la Conferenza che si riunisce e, immediatamente, si aggiorna, bloccando di fatto il countdown, fino all’arrivo di tutte le integrazioni sollecitate dalla relazione comunale. La seconda, prima arrivano le integrazioni e solo dopo la Conferenza si riunisce. In mezzo, una terza, ma remota possibilità anche per l’esposizione al rischio ricorsi: la Conferenza inizia i suoi lavori esaminando nel dettaglio intanto le parti “buone” del progetto, in attesa che giungano le integrazioni.

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