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(di Matteo Isidori)

La grande corsa alla Champions è partita. “I vincenti si riconosco alla partenza” diceva un invecchiato Robert De Niro in “C’era una volta in America”, e anche questa volta, i vincenti, non ci hanno messo molto a farsi riconoscere.

Gruppo AIl Manchester United, orfano per la prima volta in Europa di Sir Alex Ferguson, premiato ad inizio stagione da Michel Platini per le sue 201 panchine nella massima competizione europea, travolge all’Old Trafford il Bayer Leverkusen per 4 a 2. All’iniziale gol di Rooney, risponde da fuori area Rofles, capitano dei tedeschi. A decidere il verso che prenderà poi la partita ci pensa Robin Van Persie, che con una semirovesciata di destro, piede “debole” dell’olandese, riporta avanti i red devils, facendo da sparti acque nella difesa del Leverkusen, anticipando la seconda rete di Rooney ed il gol di Valencia. Di Toprak il gol che fissa il risultato sul 4 a 2. Risponde al Manchester United, raggiungendolo al primo posto del girone A, lo Shakhtar Donetsk di Lucescu che vince per 2-0 in casa della Real Sociedad. Per gli spagnoli comincia male la nuova avventura in Champions,che ritrovano dopo dieci anni di lontananza, mentre lo Shakhtar dei brasiliani, alla quarta stagione consecutiva nell’Europa delle grandi, mettono in mostra la loro esperienza e classe, caratteristiche messe bene insieme nella doppietta di Alex Teixeira.

Gruppo B – Il Real Madrid mette in mostra tutta la sua forza sul difficile campo del Galatasaray, l’Ali Sami Yen. 1-6 per i madridisti, con un incontenibile Cristiano Ronaldo autore di una tripletta ed arrivato all’incredibile quota di 206 gol in 204 partite con la maglia dei blancos. Nonostante i turchi abbiano tenuto bene il campo per la prima mezz’ora del match, al 33’, al gol di Isco, la compagine di Fatih Terim perde la bussola e viene travolta dai tre gol di Ronaldo, di cui il terzo a conclusione di una bellissima azione personale, e la doppietta di Benzema. Per il Galatasaray, ora ultimo nel girone B e con una differenza reti imbarazzante, si registrano il gol di Bulut e l’infortunio alla spalla sinistra di Drogba. Stecca, invece, la Juventus. I bianconeri, infatti, non vanno oltre l’1-1 contro il Copenaghen. Nel match si vede una buona Juventus, che trova con molta facilità la conclusione; si conteranno infatti a fine gara ben 23 tiri nella porta di Wiland. Ed è proprio Wiland il massimo protagonista del match: le sue parate, di cui tre che possono essere definite dei veri e propri miracoli calcistici, rallentano la corsa della Juventus verso la vetta del girone. I bianconeri ce la mettono tutta, con Quagliarella che colpisce anche una traversa, ma che non vanno oltre a pareggiare il gol in mischia di Jorgensen. A fine partita Antonio Conte non può che dire: “E’ stato un tiro al bersaglio, ma non basta avere dieci occasioni, la devi buttare dentro“.

Gruppo C – Come da pronostico, il Paris Saint Germain conduce dopo la bella vittoria in casa dell’Olympiacos per 1-4. Al gol iniziale di Cavani, risponde un euro-gol di Weiss, che dopo essere entrato in area dalla linea di fondo, supera l’ex romanista Marquinhos con un tunnel e con un dribbling mette a sedere Thiago Silva prima di bucare Sirigu. A rimettere le cose a posto ci pensa Thiago Motta con una doppietta di testa su azioni da corner. Entrambe le volte il brasiliano naturalizzato italiano è solo e può colpire indisturbato. In chiusura di match, per farsi perdonare il gol subito, è Marquinho a segnare il gol dell’1-4 su calcio d’angolo. Anche il Benfica liquida facilmente la pratica Anderlecht con un secco 2-0. A Lisbona è una brutta respinta di Proto a favorire il gol portoghese di Djuricic. Al 30’ Luisao risolve una mischia in area e chiude la partita.

Gruppo D – Nel gruppo D sono le due strapotenze del girone a farla da padrone. I campioni d’Europa del Bayern Monaco schiantano 3-0 il CSKA Mosca all’Allianz Arena. Alaba su punizione, Mandzukic e Robben portano alla vittoria Guardiola. Stesso risultato tondo per i milionari del Manchester City, che si impongo sul campo del Viktoria Plzen. Dzeko, Yaya Toure, autore di un pazzesco tiro a giro sotto l’incrocio da trenta metri, e di Aguero le reti. I citiziens riescono a partire bene in Champions, al contrario di quanto stanno facendo in Premier League.

Gruppo E – Nel gruppo E avviene l’unica vera sorpresa della giornata. Il Basilea, infatti, ha battuto il Chelsea per 1-2 a Londra. I blues di Mourinho devono ancora trovare i giusti equilibri, con una squadra che ha nel reparto avanzato Hazard, Willian, Oscar ed Eto’o, ma che si fa bucare dagli svizzeri sul finale di partita. Lo “special one” si è presentato probabilmente sottovalutando l’avversario, pagandone le amare conseguenze. A tenere compagnia al Basilea in prima posizione nel gruppo E, ci pensa lo Shalke 04 di Kevin Prince Boateng, che batte a Gelsenkirchen lo Steaua Bucarest per 3-0. Per il giocatore ex Milan esordio con gol, il secondo della squadra tedesca. Le altri reti sono state messe a segno da Uchida e Draxler.

Gruppo F – Il Napoli riesce nell’impresa. Al San Paolo la squadra di Benitez riesce ad imporsi per 2-1 sui vice-campioni d’Europa del Borussia Dortmund. Eroici i partenopei che fanno una partita ordinata, intensa, con una buona fase difensiva e uno straordinario attacco che ha visto salire in cattedra “el pipita” Higuain, autore del primo gol su colpo di testa, e un vivacissimo Insigne, che ha trasformato alla perfezione un calcio di punizione. Tedeschi senza allenatore dal 30’, allontanato dalla panchina in seguuito alle furiose proteste nei confronti del quarto uomo, e di Weidenfeller dal 45’, reo di aver preso il pallone con le mani fuori dall’area. Il Borussia cerca di riaprire la partita prima con una traversa di Aubameyang, che colpisce la traversa, e poi grazie al goffo autogol di Zuniga. Gli ultimi minuti di assedio dei tedeschi non cambia però il risultato al San Paolo. A fine gara il tecnico spagnolo scarica la tensione e dichiara: “Sono soddisfatto, ho visto un Napoli con personalità, che lotta fino alla fine sa soffrire e se deve vincere lo fa. Da ciò possiamo trarre una lezione: ci vuole intensità fino alla fine mentre forse a un certo punto pensavamo di aver già vinto”. Nell’altra partita del girone F, uno dei più equilibrati dell’intera competizione, l’Arsenal vince in trasferta contro l’Olympique Marsiglia per 1-2. Al primo gol di Walcott, nato da uno svarione della difesa francese, segue il gol di Ramsey. In chiusura di partita il gol su rigore di Ayew.

Gruppo G – L’Atletico Madrid orfano di Falcao, vince sullo Zenit San Pietroburgo di Spalletti. Al  primo gol di Miranda, risponde un tiro devastante d Hulk che da 25 metri scaglia accanto al palo alla destra del portiere. Ci pensano Arda Turan e Leo Baptistao a portare alla vittoria la squadra di Simeone. In testa alla classifica anche il Porto che batte in trasferta l’Austria Vienna grazie al gol del suo capitano Lucho Gonzalez.

Gruppo H – Il Milan dei gregari e dei molti infortunati riesce a strappare una vittoria nel finale sul Celtic. A San Siro gli uomini di Allegri si impongo per 2-0 sugli scozzesi grazie all’autogol all’82’ di Izaguirre, che devia un tiro dalla lunga distanza di Zapata, e al gol di Muntari all’86, spingendo a porta vuota il pallone respinto dal portiere del Celtic da un calcio di punizione di Balotelli. Con questa vittoria il Milan mette in cassaforte i primi tre punti, ottenuti con molta difficoltà al termine di una brutta partita, in un girone che si preannuncia alquanto ostico. Il tecnico Allegri nel post-partita commenta così: “Alla fine ciò che conta era vincere. Siamo stati fortunati sui gol ma è una bella vittoria da parte di un gruppo di ragazzi che ha fornito una prestazione di sostanza, giocando a tratti non benissimo”. Chi, invece, vince e stravince è il Barcellona e soprattutto Messi, che risponde alla tripletta di Cristiano Ronaldo con un’altra tripletta. È proprio “la pulce” ad aprire le danze nel match casalingo contro l’Ajax con un bellissimo gol su punizione. Di Pique l’altra rete del match, per un tondo 4-0 al Camp Nou.