Data di pubblicazione: venerdì 18 Gennaio, 2019 7:36

I migliori ed i peggiori del girone d’andata in casa Roma

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Sabato alle ore 15 ricomincia la serie A ed a fare da apripista sarà proprio la Roma di Eusebio Di Francesco che se la vedrà con il Torino di Walter Mazzarri. Il girone d’andata non è stato all’altezza delle aspettative in casa giallorossa e si spera che la seconda parte riservi maggiori gioie ai suoi tifosi. Il calciomercato estivo ha visto salutare 3 pezzi da 90 come Alisson, Nainggolan e, a mercato chiuso, anche Strootman ha lasciato la Capitale. Sono arrivati Olsen, Mirante, Fuzato, Bianda, Santon, Marcano, Cristante, Nzonzi, Kluivert, Zaniolo e Coric e non tutti hanno dato il contributo sperato. Analizzando anche i calciatori già presenti in rosa, faremo il podio dei 3 migliori e dei 3 peggiori di questa prima parte di stagione a partire dalla terza posizione sino ad arrivare alla vetta. 

TOP:

Terzo classificato: Robin Olsen.

Il portiere svedese aveva il compito più arduo in assoluto: prendere il posto di Alisson arrivato a Trigoria tra la diffidenza generale e partito direzione Liverpool per 65 milioni più 10 di bonus e con le stigmate di uno dei 3 più forti al mondo. Qualche incertezza iniziale (vedi esordio a Torino coi granata) svanita piano piano quando ha preso confidenza con ambiente e lingua ed ora è uno dei più apprezzati della serie A. Ha avuto una sola giornata realmente storta, quella contro il Genoa all’Olimpico, in cui è stato autore di 2 goffi interventi tramutatisi in altrettanti gol per gli avversari e per fortuna che il VAR ha annullato il secondo per un fuorigioco di pochi centimetri. Il lavoro svolto dal preparatore dei portieri, Marco Savorani, sta dando i suoi frutti, proprio come aveva fatto in precedenza con Szczesny e successivamente col brasiliano ora trasferitosi Oltremanica. Il difetto ancora da limare è nel tempismo delle uscite con l’avversario a campo aperto ed a palla alta, dove continua ad avere qualche indecisione. Tra i pali e con i piedi, invece, sta dimostrando grande sicurezza e la trasmette anche ai compagni di reparto, che hanno iniziato a fidarsi di lui come facevano con i predecessori. 

Secondo classificato: Bryan Cristante.

L’ex centrocampista dell’Atalanta non era certamente partito col piede giusto. Timido, impacciato ed a tratti appariva svogliato ma che poi col passare delle settimane ha preso coscienza ed acquisito coraggio e, vista l’assenza di De Rossi che perdura da 3 mesi, si è reinventato regista di centrocampo diventandone un vero e proprio cardine. Questo ruolo non era propriamente quello in cui giocava sino allo scorso anno a Bergamo, dove aveva compiti di inserimento alla Nainggolan e a Roma aveva cominciato la stagione come interno nei 3 di centrocampo ma questa nuova posizione lo sta consacrando a buonissimi livelli. 

Prima posizione: Nicolò Zaniolo.

Il giovanissimo classe ’99 è rientrato nell’operazione Nainggolan e ad inizio stagione doveva esser un comprimario con forti possibilità di andare in prestito in questa sessione di mercato, come sta accadendo ad Ante Coric. Invece, prima il ct dell’Italia, Roberto Mancini, lo ha convocato in Nazionale e poi Eusebio Di Francesco gli ha dato la chance di giocare dal primo minuto al Bernabeu contro il Real Madrid e quindi in diverse circostanze in campionato. Da lì, la crescita è stata continua e ha sfruttato le occasioni che ha avuto anche per i contemporanei infortuni di Pastore prima e di Lorenzo Pellegrini poi. Il talento di Massa Carrara è la più bella sorpresa di questa prima parte e addirittura la società giallorossa ha già avviato i primi contatti col procuratore per il rinnovo del contratto e per allungare la scadenza dello stesso.  

FLOP:

Terza posizione: Ivan Marcano.

Da quando ha messo piede a Roma, l’ex vice-capitano del Porto non sta convincendo. E’ vero che ha avuto poche chance per mettersi in mostra e nelle 4 occasioni in cui è partito titolare si è dovuto adattare una volta a giocare da terzino sinistro, un paio di volte nella difesa a 3 e nell’unica occasione in cui ha giocato da centrale in una difesa a 4, lo ha fatto con il Fazio di quest’anno compagno di reparto non proprio affidabilissimo e hanno entrambi sofferto la velocità delle punte ferraresi della SPAL ma non ha mai impressionato, pur essendo dotato di buona tecnica nel far ripartire l’azione e nel gioco aereo. Con l’infortunio di Juan Jesus, la sua partenza non è più così scontata e potrebbe esser utile magari in coppia con Manolas, a meno che non si decida di intervenire sul mercato per prendere un altro centrale.  

Seconda posizione: Javier Pastore. 

Probabilmente, il calciatore tecnicamente più dotato della rosa a disposizione di Eusebio Di Francesco. I numeri del talento argentino non sono in discussione ma gli infortuni continui e le prestazioni a ritmo troppo cadenzato non hanno aiutato a far nascere l’amore tra lui e la tifoseria giallorossa. Eppure, gli sprazzi da grandissimo campione si sono visti: le 2 reti di tacco con Atalanta e Frosinone, qualche giocata di alta scuola ma è veramente poco per un calciatore pagato 25 milioni e con le capacità che ha a disposizione. Il tecnico della Roma lo ha elogiato dopo la sfida contro la Virtus Entella, affermando che le caratteristiche che ha l’ex PSG sono un unicum in questa squadra ma le deve tirar fuori e ha tutto un girone (Coppa Italia e Champions League incluse) per dimostrare che Monchinon si è sbagliato ad averlo acquistato.

Prima posizione: Patrick Schick.

L’attaccante ceco è l’unico giocatore di questa classifica che non fa parte della campagna acquisti di quest’estate ma è il flop più fragoroso della gestione-Monchi. L’ex doriano è stato pagato 42 milioni (anche se dilazionato in diversi anni) ma in un anno e mezzo nella Capitale non ha mai reso neanche lontanamente per quanto ci si potesse aspettare. La prima stagione da romanista ha sofferto, presumibilmente, per il salto da una città come Genova ad una metropoli come Roma e questo doveva esser l’anno della svolta. Il girone d’andata, Champions compresa, stanno attualmente a testimoniare che poco o nulla è cambiato. Troppi errori sotto porta, quasi mai in grado di superare l’avversario diretto e conclusioni degne di nota pochissime. La partita simbolo di tutto questo è quella di Cagliari. E’ vero, la Roma poi non ha vinto la gara perché si è fatta rimontare 2 reti negli ultimi 10 minuti (recupero compreso) e con i sardi alla fine in 9 uomini, ma a pesare realmente sono i 2 sbagli clamorosi commessi dalla punta romanista che avrebbero chiuso il primo tempo almeno sul 3-0 e definitivamente la contesa. Schick ha avuto molte partite per prendersi la ribalta, visto che Dzeko è rimasto fuori dai giochi per quasi 2 mesi ma ha fallito ogni occasione, almeno sino a Roma-Sassuolo. Quel match potrebbe esser stata una sliding door per lui: dal possibile assurdo autogol evitato grazie alla Goal Line Tecnology alla rete del 2-0 in contropiede scartando il portiere avversario. Il nuovo anno è cominciato con un mental coach a sua dispozione e soprattutto una doppietta (la prima rete di tacco) ed un assist sempre di tacco e si spera che la seconda parte di stagione trasformi il brutto anatroccolo nel cigno che tutti avevano sperato che fosse il giorno del suo arrivo.

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