Data di pubblicazione: mercoledì 13 Febbraio, 2019 13:21

Generazione di fenomeni: che classe i ragazzi del ’99. Il futuro del pallone è già qua

I ragazzi del ’99 stavolta- evviva – non vanno in guerra, ma promettono battaglia, questo sì. Faccende sportive, ovvio: dribbling, assist, gol, tackle e parate per conquistare il football mondiale. E possibilmente qualche trofeo fin da subito, anche se sono giovani giovanissimi e nella maggior parte dei casi non hanno ancora vent’anni. Sì, sono poco più che bambini ma con il pallone ci sanno fare, e tanto. Gli ultimi, in ordine di tempo, che ci sono rimbalzati addosso attraverso video, giornali e social sono un argentino e un portoghese: Adolfo Gaich e Joao Felix. Il primo, durante il recente Mondiale Under 20, ha devastato con una tripletta il Venezuela, che fino a qualche ora prima era la grande rivelazione del torneo. Tre gol da attaccante completo: tiro potente, colpo di testa e una conclusione precisissima.

Prodotto delle giovanili del San Lorenzo de AlmagrO – yes, proprio la squadra per cui tifa Papa Francesco – il bomberino nel torneo era partito in panca come terza opzione (davanti a lui Maxi Romero, già affermato in Olanda con il Psv Eindhoven, e Facundo Colidio, l’attaccante del 2000 che nelle giovanili dell’Inter fa la differenza), ma in pochi giorni poi si è conquistato spazio e infine la gloria. Joao Felix invece è portoghese, sopporta – facile immaginarlo – un ingombrante paragone con sua maestà Cristiano Ronaldo e delizia i tifosi del Benfica: in 13 partite ha già segnato sette gol e servito tre assist. I grandi club (tra cui Juve e Milan) si sono subito ingolositi, ma c’è un piccolo dettaglio da superare: il centrocampista ha appena rinnovato il contratto fino al 2023e la clausola rescissoria è di 120 milioni (e si sta lavorando per portarla a 200). Di talenti così, all’estero, ce ne sono parecchi(Dan-Axel Zagadou difensore del Borussia, Diogo Dalot terzino del Manchester United, Gedson Carvalho Fernandes centrocampista del Benfica, Brahim Abdelkader Diaz fantasista del Real Madrid, Kai Havertz centrocampista del Bayer Leverkusen, Benjamin Woodbur estero del Liverpool in prestito allo Sheffield United, Alexander Isak attaccante del Borussia Dormunt), ma anche in Italia possiamo guardare al futuro con orgoglio godendoci il presente.

Gigio Donnarumma, che ha appena festeggiato le 150 presenze con il Milan, è il nostro miglior portiere ed è ormai una realtà mentre la Roma, che sta aspettando la maturazione
dell’olandese Justin Kluivert (figlio d’arte), si gode Nicolò Zaniolo, centrocampista di forza fisica e fiuto del gol stoltamente scaricato prima dalla Fiorentina e poi dall’Inter. Ma ancora,sempre l’Inter ha, tra i più interessanti, l’attaccante Andrea Pinamonti (in prestito al Frosinone) e il difensore Alessandro Bastoni (in prestito al Parma), il Sassuolo si coccola l’attaccante Andrea Brignola, la Fiorentina sfoggia il super portiere Alban Lafont.

Sì, insomma, i ragazzi del “99 sono tanti e bravi e c’è da scommettere che questa sarà un generazione capace di fare la storia del calcio. Perché, da sempre, ci sono annate più ricche di altre, più fertili, più generose di talenti. Come quella dei 1953 (Gentile, Passarella, Scirea, Falcao, Zico) edei 1955 (Briegel, Cerezo, Platini, Conti, Rummenigge, Altobelli). E che dire dei 1960, li ricordate? Maradona, Matthaus, Tassotti, Brehme, Littbarski, Careca, Voeller, Zenga e Franco Baresi, tanto per fare qualche

Libero

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