Garcia: “Il mio segreto? Pressing e fiducia”

Rudi Garcia, in una lunga conferenza rilasciata a Trigoria, si è aperto ai giornalisti dei maggiori quotidiani nazionali. Il tecnico francese ha spiegato come la sua avventura sia partita da un lavoro dapprima psicologico e poi fisico. Quando è arrivato a Roma ha trovato un gruppo sfiduciato, oltre che per la mancanza di risultati arrivati alla fine di una stagione travagliata, anche per le contestazioni di una parte della tifoseria. Garcia ha confessato che una delle prime cose che ha fatto da leader maximo dello spogliatoio è stato quello di dare fiducia e serenità ai propri giocatori e in particolare con De Rossi, su cui ha detto:Non era normale che giocasse bene con la nazionale e male con la Roma: evidente che esistesse un problema. Ma uno così forte è sempre meglio averlo ed è stato molto semplice decidere per me. Quando è tornato dalle vacanze abbiamo deciso di fissare una scadenza insieme: non potevo perderlo alla fine della preparazione. Il Manchester United ha chiamato lui e la Roma a ridosso della partita di Livorno, ma ormai quel termine era scaduto e Daniele ha mantenuto la parola data. Conta ancora qualcosa in questo mondo. Garcia ha poi elegantemente sottolineato che è suo compito far sì che questo gruppo si esprima al meglio attraverso le sue analisi (studia sette/otto ore al giorno i dvd delle avversarie), i suoi schemi e la serenità che è riuscito a portare a Trigoria. Sulla partita di venerdì prossimo ha poi dichiarato, come riportato dalla Gazzetta dello Sport: “Sì, era la mia prima scelta. E mi sono piaciute le parole di Prandelli: “So che c’è una partita, farò le cose con buon senso”. I miei giocatori devono dare il 100% per il proprio paese e poi tornare qui presto“. Al tecnico è stato poi chiesto cosa ne pensasse della querelle che sta investendo la serie A tra tifosi e società sulla discriminazione territoriale e come riportato dal Corriere dello Sport ha dichiarato: “Non sta a me indicare soluzioni. Spetta a chi ha responsabilità e potere normativo. Io posso solo dire che i bambini di oggi saranno i tifosi di domani. Insegnanti e società sportive giovanili possono fare molto, più delle famiglie che in tanti casi sono sbriciolate. Lo sport è tra le migliori scuole di vita” – ha continuato – “Anche per gli adulti le regole ci sono, applichiamole. In Italia esiste un meccanismo unico: si conoscono esattamente i nomi delle persone che vanno a vedere una partita. Individuare chi crea problemi è possibile: prendiamoli e sbattiamoli fuori degli stadi. Daspo, mi sembra che si chiami la sanzione”. L’allenatore ha concluso l’incontro parlando di scudetto e in particolare ha rimarcato il fatto che i giallorossi sono avvantaggiati non avendo da disputare le coppe, obiettivo che vorrebbe centrare per la prossima stagione. Juve e Napoli sono a due punti, ma lui guarda al distacco con la quarta perchè è in Champions che vuole condurre la Roma.