Data di pubblicazione: mercoledì 21 Marzo, 2018 8:08

Dzeko e Kolarov, il ponte sulla Roma che vince

Fossero nati una sessantina d’anni prima, magari Ivo Andric avrebbe speso qualche pagina del suo «Ponte sulla Drina» per tratteggiare la profondità dell’amicizia tra Edin Dzeko e Aleksandar Kolarov, un bosniaco musulmano e un serbo ortodosso, stretti da quel ponte immaginario che univa prima Manchester e ora Trigoria. Per carità, qui non è Visegrad, non c’è divisione, la convivenza non è forzata. C’è, piuttosto, un legame che va oltre. Mica scontato, neppure 26 anni dopo la guerra in Bosnia. E lo dimostra (anche) una chiacchiera che viene fuori a un certo punto della festa a sorpresa di Dzeko, domenica sera. Presente Kolarov, unico compagno di squadra invitato da Amra Silajdzic, moglie dell’attaccate bosniaco. E poi intorno anche altri commensali, qualcuno di nazionalità croata. Uno dei presenti dice: «Guarda qui, cos’è cambiato? A cosa doveva servire quella guerra, a dividerci? Siamo tutti qui insieme, a divertirci».

La Gazzetta dello Sport (D.Stoppini)

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