Data di pubblicazione: mercoledì 26 Novembre, 2014 13:51

Dietro la maschera di Conte

SPORT, CALCIO: SERIE A  - NOVARA - JUVENTUS“Do tutto perchè Dio mi ha dato tanto”: è una delle confidenze che il ct della nazionale Antonio Conte fa al settimanale ‘Credere’, che ha anticipato il testo di un’intervista esclusiva nella quale Conte parla poco o nulla di calcio, e si sofferma invece su aspetti meno conosciuti della sua personalità, come ad esempio la sua fede religiosa. “Non invoco mai il Signore, lo ringrazio sempre, ogni sera, prima di andare a dormire, dice Conte. Prego la Madonna e tutti i santi, anche prima dei pasti faccio il segno della croce per ringraziare di quel che ho. Mi auguro di fare qualcosa che giustifichi tutto il bene che ho ricevuto“.

Conte parla della fede che ha ricevuto dalla famiglia (“Sono cresciuto a Lecce, l’oratorio Sant’Antonio a Fulgenzio è stato un punto di riferimento, un rifugio dalle tentazioni della strada”).

Poi la preghiera della sera, la messa domenicale, il Natale in famiglia e la parabola preferita: il figliol prodigo. “Mi piace perché insegna a perdonare. E il perdono fa parte del compito dell’allenatore, altrimenti su 25 calciatori ne salveresti 10. Prima di perdonare però penso che si debba far capire gli errori”