Data di pubblicazione: venerdì 17 Novembre, 2017 14:23

Di Francesco in conferenza Pre Derby

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Il tecnico della Roma, Eusebio Di Francesco, intervenuto  nella giornata di oggi in conferenza stampa in vista del prossimo match di campionato.

Di nuovo il campionato, si torna col derby. Da giocatore ne ha vissuti tanti, come lo vivranno i tre nazionali italiani?

“Due di loro sono anche romani, quindi mi auguro che possa essere un motivo in più per rifarsi, mettendo in campo tutta la rabbia e l’orgoglio che li ha sempre contraddistinti”.

Come sta la squadra?

“In generale sono tornato tutti in buone condizioni, sono contento. Nainggolan? Tra oggi e domani prenderemo la decisione finale, mentre Schick non sarà a disposizione”.

Domani sarà un evento mondiale, ci sarà il grande pubblico. Un messaggio per chi andrà allo stadio?

“Penso che lo sport debba unire e non dividere, che sia un derby o meno. Mi auguro che vinca la Roma ovviamente. Pochi giorni fa mi ha colpito l’affetto che c’è stato per l’anniversario della morte di Gabriele Sandri, che ha coinvolto anche altre tifoserie, e per me questo è sport. Quindi spero che domani sia una festa di sport, di civiltà e che vinca la Roma”.

Come ha preparato la partita?

“Non è chiaramente una gara come le altre. Da allenatore sarà ancora più difficile, sono però contento di potermelo giocare. Le due squadre stanno bene”.

Cosa deve temere della Lazio?

“Hanno fatto tanti punti e hanno grande qualità. Ripartono velocemente e vanno subito in verticale, cercando soprattutto Immobile che sa attaccare benissimo la profondità. Lui è l’arma in più dei nostri avversari, il giocatore più pericoloso”.

Kolarov è uno dei più attesi. Come sta vivendo questa vigilia?

“Sta bene, per lui sarà una partita particolare ma ha grande forza e personalità e non avrà problemi”.

Quanto inciderà il risultato del derby sulla stagione delle due squadre?

“Tanto, ma non dobbiamo pensare alla classifica. Giocheremo per portare a casa i tre punti”.

Due mesi e mezzo senza Schick, cosa lamenta ancora?

“Non lamenta dolore, perché è in crescita. Lui ha una fibrosi muscolare da sistemare, quindi deve essere al top per evitare eventuali ricadute. In modo da poter lavorare subito in campo senza dover aspettare ulteriormente. Non tutti i calciatori recuperano allo stesso modo, io ho chiesto sia ai dottori che al ragazzo di darmelo solo quando sia veramente al top. Si sta allenando, ha fatto anche qualcosa con il gruppo a livello fisico. Però deve essere in una condizione ottimale”.

L’eliminazione dell’Italia inciderà sull’umore dei giocatori in campo, anche della Lazio? Ha un’idea per riformare il calcio italiano?

“Io partirei dalle seconde squadre, in modo da eliminare l’alibi dei troppi stranieri. Per avvicinarli dal punto di vista fisico e caratteriale di una prima squadra, il processo può passare per la seconda squadra, senza aver bisogno di fare prestiti dappertutto. Il bello del calcio è che la partita dopo permette di potersi rifare, quindi mi auguro che l’Italia sappia rialzarsi ancora”.

Va bene non perdere?

“Non mi piace partire così, non direi mai una cosa del genere alla squadra. Anche per avere sempre un atteggiamento aggressivo. Il mio modo di fare calcio non lo cambierò nemmeno in questa partita. A Londra eravamo andati per vincere, invece abbiamo pareggiato. Quando si dà una mentalità poi si può tenere in ogni situazione”.

Quest’anno ha sempre schierato i giocatori al 100%. Nainggolan può esserlo oppure il derby è una partita tale che si può giocare anche all’80%?

“Sì, è un giocatore importante che può essere utile all’80%, ma penso di schierarlo perché dovrebbe essere al 90% della condizioni. Spero mi dia le risposte giuste perché vorrei farlo giocare”.

Ha detto che il derby che è una partita speciale. Cosa sarebbe disposto a fare per vincerla?

“Fisicamente nulla, non riesco più. Ma farò di tutto per vincere, cercando di tirare fuori il massimo dai miei, anche per i tifosi che ci stanno sostenendo alla grande. E’ un grande segnale aver riportato la gente allo stadio. Ma non voglio fare promesse particolari”.

Si fa spesso il parallelo tra lei e Inzaghi, visti i tanti elementi in comune. Cosa ne pensa di lui come allenatore? Quale sarebbe il c.t. che vorrebbe vedere per la Nazionale?

“I nostri percorsi sono molto differenti tra loro, ma già in passato gli ho fatto i complimenti per come ha saputo gestire l’ambiente e i calciatori. Abbiamo similitudini, ma non tatticamente. Ha fatto qualcosa di importante, senza avere magari l’esperienza che ho avuto io vista anche l’età, io sono più vecchio. Non ho preferenze per la Nazionale, mi auguro solo che si cominci a lavorare in un certo modo, creando maggiori infrastrutture. Non ho un solo nome, sarebbe troppo facile dire Ancelotti, sarebbe una garanzia, mi piace”.

Se fosse stato lei il presidente federale, dopo un fallimento del genere, si sarebbe dimesso?

“Oggi come oggi parlare della Nazionale sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Io sono concentrato sul derby. Le situazioni vanno vissute, mi sarei anche potuto dimettere, ma sono più curioso di sentire i programmi e di ciò che proporrà Tavecchio. Ma è un interesse relativo, ora sto pensando ad altro”.

L’eventuale assenza di Nainggolan potrebbe avere un effetto domino sul tridente offensivo, magari con l’ingresso di Gerson nel tridente?

“No, le cose non saranno collegate. Però ora che mi ci fai pensare, ci farò attenzione a questo aspetto. A parte gli scherzi, non inciderà sulla mia scelta”.

Alle 14,14 termina la conferenza del tecnico Eusebio Di Francesco

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