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«La negoziazione è in una fase caldissima, stavolta ci siamo». Da oggi, ogni giorno è buono per la cessione della Roma. Ed entro martedì (dopo la chiusura della Borsa), cioè il 31 dicembre. Ecco spiegata quella che, da qualche ora, è la frase più gettonata nella Capitale. Perché, anche se c’è chi fa gli scongiuri ricordando che meno di due settimane fa l’affare ha rischiato di evaporare (qualcuno, tra i protagonisti, garantisce che fosse addirittura saltato), la soluzione e quindi l’accordo, con la valutazione di 780 milioni, sono stati trovati proprio durante le feste di Natale. Dan Friedkine James Pallotta, dopo lo stallo e soprattutto il braccio di ferro di inizio dicembre, sono dunque vicini a stringersi la mano per il cambio al vertice del club giallorosso. Che, pure restando di proprietà Usa, prepara l’insediamento del nuovo azionista di maggioranza. E, quindi, del principale riferimento.Al posto del bostoniano, ecco il texano di origini californiane.La cessione è imminente». Il tam tam fa squillare anche i telefonini dei calciatori in vacanza. Non sono i semplici rumors a incuriosire chi vive quotidianamente sul pianeta Roma. Si informano i dirigenti, i procuratori e i giocatori. Pure i collaboratori esterni. Ognuno chiede se davvero è il momento dell’addio di Pallotta che, almeno all’inizio, resterà comunque come socio di minoranza. Se ne parla in Italia e anche all’estero dove si sono spostati diversi giocatori. Gli stessi legali degli studi che seguono i protagonisti della vicenda faticano a negare l’esistenza dello scatto cruciale di Friedkin. Del resto c’è chi si è fatto scappare, pur mantenendo l’anonimato, l’indiscrezione della svolta per il probabile annuncio già nel 2019: «Siamo fiduciosi, l’accordo sarà trovato entro la fine dell’anno». Tradito, quindi, l’impegno a mantenere il silenzio che poi è tornato a regnare, tardivo e ormai inutile, da venerdì sera. Ma sanno bene gli avvocati del bostoniano e del texano che è stato soprattutto Goldman Sachs, cioè l’advisor del presidente, a forzare la mano a chi ha ormai deciso di farsi da parte.

il messaggero

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