Data di pubblicazione: sabato 03 Marzo, 2018 11:58

Cantone smentisce la Raggi: «Sullo stadio c’è ancora da fare»

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«Abbiamo avuto anche il bollino dell’Anac», gongola Virginia Raggi, sindaco di Roma, quando, intervenendo a Radio Radio, annuncia che il progetto rivisto dalla sua Amministrazione sullo Stadio della Roma avrebbe ottenuto il placet della struttura anticorruzione guidata da Cantone.

E, subito, gli fa eco anche un consigliere pentastellato in Campidoglio, Giuliano Pacetti: «C’è anche il bollino dell’Anac». Ribadisce. E poi c’è Raffaele Cantone che guida Anac – oramai assurta al ruolo di Corte Suprema informale.

Un Cantone che dice, ribadendolo più volte: «Noi non diamo nessun bollino». Raffaele Cantone lo abbiamo intercettato casualmente all’ora di pranzo, insieme al professor Francesco Merloni che dell’Anac è membro. Entrambi ribadiscono con forza: «Noi non abbiamo dato “bollini”, non spetta a noi darne».

E un pezzetto delle chiacchiere elettorali di Virginia Raggi sullo Stadio cade miseramente. L’arrancare di Roberta Lombardi nella corsa alla guida della Regione oltre far segnare il passo del Movimento nel Lazio, comporterà inevitabilmente una ripercussione sull’Amministrazione capitolina che, fino a oggi, ha brillato per la sua inefficienza «assembleare» di Giunta e Consiglio nel portare a casa iniziative concrete. Quindi, la strizzatina d’occhio della disperazione verso i tifosi giallorossi si era già avuta la scorsa settimana con l’approvazione in Giunta del primo passo della variante urbanistica per il futuro Ponte dei Congressi spacciato come imminente e a servizio dello Stadio. Ieri, il bis. Stavolta chiamando in causa Cantone, quasi fosse una benedizione papale.



Dice la Raggi a Radio Radio (con l’eco di Pacetti sulla sua pagina Facebook): «È uscito qualche giorno fa un parere con cui l’Anac attesta la fattibilità delle opere dando l’ok al nuovo progetto fatto insieme dal Campidoglio e dalla società Roma. Le opere indicate nel nuovo progetto non appaiono assolutamente compromesse, tanto è vero che viene ridotta l’area commerciale però parallelamente c’è un aumento delle aree a destinazione pubblica, un aumento delle aree verdi e un miglioramento delle viabilità su gomma e ferro. Sostanzialmente l’Anac ha dato ragione al nuovo progetto», chiosa il Sindaco citando più o meno alla lettera il testo della missiva Anac. Un bel po’ differente la versione di Cantone: «Abbiamo fatto un lavoro di pre vigilanza a seguito di un esposto», spiega a Il Tempo il presidente dell’Autorità anticorruzione che aggiunge: «Ovviamente, si trattava di valutare se nelle procedure svolte fino a questo momento c’erano i presupposti per avviare un’attività di vigilanza. Abbiamo verificato quelli che sono i progetti di massima e ad oggi non emergono elementi per fare alcunché. Ovviamente, nel provvedimento noi diciamo che “ci riserviamo” di capire quando le cose saranno declinate». In realtà, poi, la spiegazione è ancora più semplice: è l’Anac che avendo ricevuto una serie di esposti si è mossa chiedendo al Campidoglio chiarimenti e ricevendo in risposta una lettera che, insieme alle risultanze emerse dalla Conferenza dei Servizi, ha portato l’Autorità a non procedere ulteriormente.




Ma, spiegano ancora Cantone e Merloni: «La lettura dell’impostazione di carattere generale non ha rilevato criticità ma noi, però, non diamo nessun bollino e nessun ok. Cioè, abbiamo detto che ad oggi non ci sono i presupposti per fare vigilanza ma ci siamo riservati di intervenire dopo». Poi la stoccata finale: «Naturalmente per noi, la nostra attività riguarda il codice dei contratti, noi non abbiamo valutato la fattibilità urbanistica. Le questioni urbanistiche noi non le abbiamo neanche valutate perché non sono di nostra competenza. Ora, in questo momento, ci siamo limitati a verificare sommariamente solo se il progetto presentava delle criticità in relazione al codice dei contratti». Insomma, non c’è nessuna valutazione di tipo urbanistico da parte di Anac e la lettura data dalla Raggi della lettera è, quindi, una interpretazione. Anche perché la risposta dell’Anac non solo contiene molti condizionali ma l’unico verbo all’indicativo è quello con il quale la stessa Autorità ha deciso di avviare un monitoraggio delle procedure di costruzione dello Stadio che verrà avviato da giugno 2018 in poi. Del resto, che l’Anac si pronunciasse ora, in assenza di gare d’appalto, su un progetto urbanistico era apparsa da subito una ipotesi poco coerente con le normative, come sottolinea anche l’assessore all’Urbanistica della Regione Lazio, Michele Civita: «L’Anac da quanto ne so dà l’ok sulle gare. Sulle procedure urbanistiche non so se si pronuncia, mi giunge nuova». No,infatti, come dice Cantone: «La valutazione urbanistica non ci compete».

IL TEMPO – (Magliaro)

www.ilgiallorosso.it