Data di pubblicazione: sabato 10 Ottobre, 2020 19:53

Boranga: “Il protocollo della Serie A è fatto bene, ma bisogna essere prudenti e rispettare le regole”

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Lamberto Boranga, ex portiere tra le altre di Perugia e Fiorentina, oggi nella nuova veste di medico, è stato intervistato da Centro Suono Sport all’interno della trasmissione “Bar Forza Lupi”. Queste uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Aumentano i contagi in Serie A: si rischia la chiusura del calcio?
“Se si fermasse il calcio, credo che si fermerebbe tutto il movimento sportivo. Il calcio professionistico ha un protocollo molto interessante, è abbastanza controllato. Il momento, però, è estremamente complicato perché i calciatori che prendono il virus poi non hanno lo stesso rendimento. Chi prende il virus, ha bisogno di più tempo per ritornare alle prestazioni precedenti. Quando le difese immunitarie si abbassano, c’è il rischio che il Coronavirus possa tornare, per me dovrebbero dare informazioni più incisive, tipo gli infermieri che stanno nelle terapie intensive perché è lì che sta la realtà delle cose, bisogna far capire alla gente che la situazione non è bella”.

Il protocollo della Serie A, con le regole che comporta, sono adeguate?
“Ci vuole un po’ di ottimismo altrimenti non si campa più. Il protocollo è fatto bene, poi può capitare il caso del Napoli dove le ASL prendono direttamente il controllo, si è preferito non rischiare. Se si dovesse arrivare ai numeri di Francia o Spagna, sarebbe un bel problema”.

Abbracci troppo frequenti tra i calciatori?
“All’inizio era vietato, adesso è successo quello che è accaduto tra i giovani, a loro il virus sembra che scivoli loro addosso. Il Coronavirus non è una fesseria, conosco un ragazzo di 25 anni che è morto. Bisogna rispettare le regole, se i tamponi sono tutti negativi si può anche giustificare l’abbraccio, servono le dovute precauzioni”.

Come ne usciremo fuori?
“Aspettiamo questo vaccino, è un business incredibile. Secondo me avremo più sicurezze a metà del prossimo anno, bisogna essere prudenti. Il calcio deve continuare, ma c’è sempre il rischio che possa accadere qualcosa a un calciatore professionista”.

vocegiallorossa

www.ilgiallorosso.it

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