Data di pubblicazione: mercoledì 05 settembre, 2018 23:44

Totti: “La Juventus fa un campionato a parte ma non deve essere un alibi. Kluivert e Schick hanno un grande futuro”

Francesco Totti, dirigente della Roma, questa mattina ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Roma TV. Queste le sue parole:

Con Candela ci avete fatto felici…
Erano bei tempi.

Che ne pensi del momento della squadra?
È normale che sia un momento particolare. Nessuno si sarebbe aspettato questo inizio di stagione particolare. Sono tre partite, non possiamo stare qua a dire la colpa è di uno o dell’altro. Alla fine penso che il campionato sia ancora lungo ma bisogna essere realisti: la Juve fa un campionato a parte, è inutile nasconderlo. Noi dobbiamo fare un campionato con Milan, Inter Napoli, Lazio… Un secondo campionato. La Juve è fuori concorso. La gente deve sapere questo. Le aspettative devono essere altre. Vedendo quello che è successo lo scorso anno: semifinale di Champions e tra le prime tre in Serie A vorresti sempre migliorarti ma questo significherebbe finale di Champions e vincere il campionato. È normale che tutti si danno quest’obiettivo inizialmente ma la realtà è un’altra: la Juve è fuori concorso e noi vogliamo arrivare tra 2° e 4° posto. Vogliamo passare il turno in Champions, dobbiamo essere più uniti che mai perché con l’unione si va lontano e di accantonare tutte queste dicerie extra Trigoria. Noi dobbiamo essere uniti e non pensare a nient’altro.

C’è unità tra giocatori, dirigenza e allenatore?
Si come dicevo prima le chiacchiere da bar, giornalisti, radio e tante altre le dobbiamo lasciare fuori Trigoria perché se le porti in casa succedono problemi. La realtà dei fatti la sappiamo solo noi. Il mister è uno dei più forti allenatori italiani, è giovane, ha grandi prospettive, ha molto carattere e non si fa influenzare da nessuno. Penso che con il tempo dimostrerà il suo lavoro ma l’ha già dimostrato, non solo al Sassuolo o altre squadre più piccole, ma anche alla Roma lo scorso anno. Roma è una piazza particolare, che si aspetta grandi risultati, che ha voglia di vincere. Tutti vogliamo vincere anche perchè, come sentivo in giro, è tanto tempo che non si vince ma non mi sembra che le altre squadre vincano, in Italia solo la Juve. Siamo tutte nello stesso scempio. Dobbiamo stare vicino al mister, noi società e i tifosi soprattutto. I tifosi sono la gran parte di spinta per fare bene durante le partite. Sappiamo come i tifosi della Roma siano orgogliosi ma allo stesso tempo amorosi. Senza di loro non possiamo andare da nessuna parte perché è la realtà dei fatti. Diciamo che insieme possiamo uscire dal tunnel, anche se per me dopo tre partite non si può giudicare un’annata. Il mister sa come uscirne fuori e la squadra deve essere brava a seguire le sue idee, così rivedremo la stessa Roma di due mesi, grande in Italia e in Europa.

Hai portato i fazzoletti per Schick e Kluivert? Ho letto che piangono… 
Ho letto le loro interviste, quando vanno in Nazionale gli altri cercano sempre di tirare fuori le cose non dette. Loro sono ragazzi ed è giusto che vogliano dimostra e giocare, significa che apprezzano la Roma e se stessi. Anche io a 18 anni volevo sempre giocare, è normale. Se qualunque giornalista mi avesse fatto una domanda riguardo il voler essere titolare alla Roma, chi è che non avrebbe risposto sì a quell’età. Ma poi da quel sì gira un mondo e la mettono come gli pare a loro. Ora si estrapolano cose non dette e dispiace, loro sono due ragazzi eccezionali che hanno grande futuro. La Roma ci punta molto e sicuramente mostreranno il loro valore. Schick e Kluivert hanno detto la stessa cosa che avrei detto io a 18 anni, come chiunque. Dispiace, perché poi la gente legge e a scolta quello che scrivono ma poi la realtà dei fatti la sappiamo solo noi. Esternamente non sono dette cose reali, la gente va dietro a queste cose e si fa un’idea non giusta.

Monchi in questo momento è sott’attacco… 
Non sto qua a difenderlo, dico come la penso io. Monchi si è mosso, insieme alla società, in determinati modi, ha venduto grandi giocatori ma ne ha comprati altrettanti. Giovani, con prospettive future, che possono fare già bene in questo momento. La squadra è forte, tra 2° e 4° posto, hai 16 nazionali su 25, vuol dire che c’è un alto livello. Stare qua a giudicare Monchi dicendo che è un caprone, che non è capace, che ha sbagliato, è superfluo, a fine anno si potrà tirare una riga e tirare le valutazioni, giuste o sbagliate, in base ai risultati portati. Se arrivano i risultati bene, se non arrivano è giusto criticarlo. Il campionato ora è all’inizio, non si può giudicare una persona nel suo lavoro. Se la Roma ora vince 10 partite di seguito diventa il numero uno, il più forte di tutti, gli alti e bassi non fanno bene a nessuno, alla squadra, alla società e ai tifosi della Roma. Avere un equilibrio è importante. Il calcio è bello anche per le opinioni di tutti, se perdi 10 partite di fila comincio, ma così con 4 punti in tre partite, con le partite che hai avuto, ci può stare. Tutti speriamo di vincerle tutte, ma non è facile. Solo una può vincerle tutte. Importante che con questa cosa non si trovi un alibi, la squadra è forte e deve lottare per vincere lo scudetto. Poi se c’è la possibilità o meno è un altro discorso.

Hai detto di non aver mai visto la tua ultima partite e il discorso finale, è cambiato qualcosa e l’hai visto?
La partita sinceramente no, però dal fischio finale ho rivisto, ogni tanto Christian e Chanel lo guardavano, e passando mi sono fermato sul divano a vedere. Era meglio se non lo facevo. Ogni tanto riguardare quello che è successo fa sempre bene, è piacevole, fino a un certo punto. Quello che è successo quel giorno è stato surreale, non per l’addio ma proprio per le facce della gente, mi sono rimaste impresse, la cosa più eclatante. È stata la sincerità e l’amore reciproco che c’è. Se dipendesse da me non lo guarderei mai più, ma avendo le belve dentro casa ogni tanto mi tocca riguardarlo. Poi se dovesse ricapitare un’altra partita, nel calcio e nella vita non si sa mai. Mezzo campionato, mica tanto.

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