Data di pubblicazione: martedì 20 febbraio, 2018 8:13

De Rossi e l’Italia: “Se il nuovo c.t. mi chiama…”

Share This
Tags

L’intervista è di un mese fa, ma considerata l’impasse nella scelta del nuovo commissario tecnico, il messaggio di Daniele De Rossi è più che mai attuale.

«Con la partita contro la Svezia si è chiuso un ciclo per alcuni di noi, quando si fallisce è giusto fare un passo indietro – si legge nella chiacchierata con la rivista dell’Aic «Il Calciatore».

Ora però sceglieranno un nuovo allenatore, bisognerà vedere. Ho sempre visto la Nazionale come una famiglia, non è che abbia messo un paletto.

Se il nuovo c.t. dovesse farsi vivo con me, se ritiene che io possa ancora servire, allora chissà…certo gli anni sono sempre quelli che sono, 34».

Porta aperta, la storia di De Rossi potrebbe non essersi chiusa a quota 117 presenze, quarto azzurro di sempre dietro Buffon, Cannavaro e Maldini.

Potrebbe non essersi chiusa con quella visita sul pullman svedese a San Sirodopo l’eliminazione che ora ricorda così: «Un in bocca al lupo con chi di loro passava, poi le scuse a uno con cui all’andata mi ero scambiato qualche legnata. Ho fatto loro i complimenti,non c’è mica una medaglia al valore».

Una medaglia, forse più, sarebbe invece un trofeo in giallorosso: «Potrei chiamarla utopia, ma il sogno resta vincere qualcosa di grande con la Roma. Non posso smettere di sognare». Perché vorrebbe dire iniziare un’altra carriera: «Mi piace la vita che faccio, so che mi mancherà. Allenare? Forse, fare il secondo potrebbe piacermi, con Di Francesco o con Spalletti o altri con cui mi sono trovato bene».

Domani sera, intanto, sarà in campo sotto la neve di Kharkiv.«Sarà una sfida alla pari», ha detto Di Francesco. Oltre ai 21 convocati c’è anche l’argentino Jonathan Silva, fuori lista Champions. L’attacco sarà ancora sulle spalle di Dzeko: «Il mister ha cambiato modulo (4-2-3-1, ndr) e questo ci ha aiutato  ha detto il bosniaco. Nainggolan mi sta più vicino, stiamo facendo risultati quindi è evidente che qualcosa è cambiato. Non posso dire che giocassimo male con il 4-3-3, ma abbiamo avuto un periodo difficile. Ora arriviamo con fiducia, alla gara con lo Shakhtar, dobbiamo fare risultato già all’andata. Il mercato? Gennaio è stato un mese un po’ troppo particolare, 10 giorni complicati. Ora voglio dare tutto per la Roma». A partire da Kharkiv: se è rimasto è proprio per godersi quella Champions che col Chelsea non avrebbe vissuto. La vita è adesso.

La Gazzetta dello Sport (D.Stoppini) 

www.ilgiallorosso.it