Data di pubblicazione: domenica 08 aprile, 2018 0:34

Roma-Fiorentina 0-2: le pagelle.

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LE PAGELLE ROMA-FIORENTINA

Alisson 5.5 – Anche oggi, poco preciso. Sin dalle prime battute appare più distratto rispetto al normale, sbagliando il tempo su un’uscita e qualche rinvio. Non troppo reattivo neanche nei due gol subiti.

Bruno Peres 6 – Quelle poche azioni pericolose che la Roma crea nel primo tempo passano tutte dai suoi piedi. Vivace, replica la discreta prestazione di Barcellona arrivando spesso sul fondo e puntando gli avversari con determinatezza. Saremmo stati contenti di vederlo così anche nei quasi due anni antecedenti a questa settimana.

Manolas 5 – Uno dei difensori migliori del campionato quando è concentrato, uno dei peggiori quando la tensione nervosa non è al massimo. Peccato che oggi sia in questa seconda versione. Un colosso come lui non può farsi superare in maniera così agevole in velocità da Simeone.

Fazio 5 – Molto nervoso a partire dai primi minuti di match, questo fattore lo condiziona per tutti i 90 minuti. Spesso si mostra testardo avanzato palla al piede contro tutta la difesa viola, che inevitabilmente gli scippa la sfera con facilità scatenando le ire di Di Francesco.

Juan Jesus 5.5 – La mancata profondità di rosa costringe l’allenatore a schierare il brasiliano fuori ruolo per far rifiatare Kolarov. Chiaramente non può garantire la stessa spinta offensiva del serbo e la manovra in avanti della Roma ne risente inevitabilmente. Si dirotta in posizione centrale dopo l’uscita dal campo di Manolas.

Gonalons 5 – Altra gara non positiva per il francese, che forse è il primo a non vedere l’ora che termini la stagione. Ottura la manovra capitolina a causa della sua lentezza nel manovrare il pallone; si perde Benassi in occasione del primo gol subito. Sarebbe dovuto uscire in marcatura dopo la battuta dell’angolo per oscurare il tiro all’avversario.



Strootman 5.5 – Sopratutto nel primo tempo, è uno dei più propositivi della Roma. Le gambe dell’olandese girano inizialmente per bene conferendo agonismo e quantità al giro palla e al pressing. La sua intensità scende nella ripresa fino a quando il tecnico non lo sostituisce.

Nainggolan 5.5 – Gioca ancora acciaccato e si vede. Il piede ne risente, poiché sono un’enormità i tentativi di cross sbagliati. Si mangia una clamorosa palla gol a due passi da Sportiello sparandogli addosso. Una marcatura a metà secondo tempo avrebbe potuto dare linfa vitale ai compagni di squadra.

El Shaarawy 5 – Molto coinvolto in manovra, non riesce mai ad essere incisivo. Ancora una volta, la parola “cattiveria sotto porta” è da ricercare nel vocabolario. Ha almeno due occasioni che si potrebbero sfruttare al meglio se fosse stata messa in atto la corretta voglia di far gol. Attualmente, non si vede neppure da lontano.

Defrel 4.5 – Niente, non ci siamo proprio. Tanta abnegazione ma altrettanta confusione per il francese che prova a svariare su tutto il fronte d’attacco senza produrre i risultati sperati. Lento e macchinoso in determinati movimenti, non piace neanche a Di Francesco che lo manda in panchina dopo appena 45 minuti.



Dzeko 5.5 – In fin dei conti è l’unico a provarci veramente, ma è molto disordinato. Il bosniaco sbatte su Sportiello un paio di volte ma anche sulle proprie imprecisioni, come nell’occasione in cui è solo in area e colpisce di testa indisturbato spedendo a lato.

Schick 5.5 – Dopo lo spauracchio iniziale in cui si muove bene dopo l’ingresso in campo, entra in letargo per circa 20 minuti. Poi è la traversa a negargli la rete, ma non c’è nient’altro.

Kolarov 5 – Calca il terreno di gioco quando il risultato è ampiamente compromesso: difficile che lui da solo possa rigirare le sorti della partita.

Florenzi 5.5 – Entra per dare spinta offensiva, del suo minutaggio si ricorda solo il bel cross tagliato su cui Schick impatta e prende la traversa.

Di Francesco 5 – Aveva il compito di tenere alta la guardia della sua squadra dopo la Champions: obiettivo fallito. La sua Roma si scioglie sotto i colpi di una modestissima Fiorentina, che sfrutta tutte le imprecisioni della squadra. Non esiste cattiveria sotto porta, e questo non fa altro che penalizzare la squadra, che fa un’enorme fatica in zona gol. Nel momento della stagione in cui si decide tutto queste prestazioni non possono essere assolutamente tollerate.

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