Data di pubblicazione: mercoledì 16 maggio, 2018 8:33

Dzeko, stop Usa. Per blindarlo la Roma rilancia

Come spesso accade, probabile che avesse ragione Ennio Flaiano: «I giorni della vita che contano sono pochi, gli altri fanno solo volume». Se trasferite l’aforisma del poliedrico scrittore abruzzese al calcio, vedrete che per un attaccante i giorni davvero significativi sono quelli in cui si fa gol. Il resto sono interpretazioni, critiche, a volte polemiche, molto spesso fuffa. Esattamente il contrario di quanto ha prodotto Edin Dzeko nella Roma in queste tre stagioni, in cui ha segnato 73 gol in 138 partite. Per questo Eusebio Di Francesco – pescarese proprio come Flaiano – due giorni fa in tv ha ribadito: «Dzeko è unico».

A 32 anni, il bosniaco non ha intenzione di muoversi da una città in cui si trova benissimo. Insomma, ci sono le premesse che il matrimonio continui anche oltre la scadenza del contratto – il 2020 – visto che nell’entourage sta lievitando l’idea di allungare il rapporto di un anno, magari spalmando l’attuale ingaggio (circa 4,5 milioni) e inserendo alcuni bonus a risultato.

coric e berardi Un vero e proprio idillio, che potrebbe essere incrinato da qualche sirena a stelle e strisce. Solo la California, infatti, potrebbe rubare il cuore alla famiglia Dzeko più di Roma, e non è un caso che ultimamente sia stato fatto qualche sondaggio da parte dei Los Angeles FC, anche se l’impressione è che difficilmente il rapporto coi giallorossi s’interromperà. Una cosa però è certa: nella prossima stagione la Roma vuole fare meglio sul piano dei gol realizzati, perché avere al momento solo il 5° attacco del campionato (con 60 gol segnati) è troppo poco per volare. E allora spazio alla corsa per Berardi (Sassuolo), Verdi (Bologna) e Chiesa (Fiorentina), anche se il primo annuncio sarà quello di Coric (D. Zagabria). Occhio però, perché la Roma ha in casa anche Schick? «È già uno con enormi potenzialità, non una scommessa – ha detto l’allenatore –. Io devo metterlo nelle migliori condizioni per potersi esprimere». Ma gli apprezzamenti di Di Francesco su Balotelli, ribaditi anche due giorni fa («Lo avevo già cercato quando ero a Sassuolo, è indubbio che Mario sia un giocatore dalle grandi qualità») hanno fatto più rumore (vedi le pagine precedenti), mandando in fibrillazione la piazza giallorossa, per gran parte assai ostile all’attaccante dl Nizza. Su di lui pesano giudizi e pregiudizi, nati negli anni interisti dagli antichi screzi con Totti nella finale di Coppa Italia del 5 maggio 2010 (l’ex capitano fu espulso per avergli dato un calcio, giustificandosi con il fatto di essere stato provocato) e corroborati dagli insulti razzisti al giocatore che, nel Milan-Roma del 12 maggio 2013, portarono all’interruzione della partita per un paio di minuti e alla chiusura delle curve giallorosse per due turni.

Ciò non toglie che la Roma ci stia riflettendo, ed infatti già a gennaio il suo agente, Mino Raiola, lo ha proposto a Trigoria. Impressioni? Il tentativo si ripeterà, forse già la prossima settimana, se è vero che Raiola e Monchi s’incontreranno. Sul piatto, però, ci sarà anche un altro attaccante. Ovvero quel Justin Kluivert – figlio dell’ex rossonero Patrick – che mezza Europa vuole strappare all’Ajax, visto che, a 19 anni, sembra già un fenomeno. In corsa c’è anche la Roma. Magari per mandarlo a scuola da Re Dzeko.

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