Data di pubblicazione: mercoledì 19 aprile, 2017 15:12

Stadio della Roma. Entro il 30 giugno la delibera in Assemblea Capitolina. Il progetto terrà conto del vincolo

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Entro il 30 giugno arriverà in assemblea capitolina la delibera inerente allo Stadio dell’As Roma a Tor di Valle. È quanto è emerso dalla seduta odierna della commissione Trasparenza di Roma Capitale, dove è stato audito l’ingegner Fabio Pacciani direttore della Pianificazione generale del dipartimento capitolino Urbanistica. “Alcuni tempi dipendono da altri soggetti, tra cui il proponente, Eur Nova che però ha più fretta di tutti quindi dovrebbe procedere velocemente – ha spiegato Pacciani – Dalla delibera di giunta, del 30 marzo scorso, l’amministrazione ha 90 giorni di tempo per deliberare in assemblea capitolina. Entro fine giugno dovremmo arrivare alla conclusione dell’iter che dovrebbe portare quindi a una delibera dell’assemblea“. La delibera d’assemblea sarà redatta anche attraverso la ricezione delle osservazioni di municipi e associazioni, pertanto “ci sarà una congestione di attività tra metà e fine giugno per valutazioni sul cronoprogramma e bisognerà studiare con precisione i tempi per le consultazioni con le associazioni e i municipi per dare la possibilità all’assemblea di deliberare entro il 30 giugno“, ha sottolineato Pacciani. “Potrà essere adottato un percorso con conferenza dei servizi“, chiarisce Pacciani, successivamente all’approvazione della delibera di assemblea capitolina “che dovrà ridefinire in termini sia qualitativi che quantitativi l’interesse pubblico, dichiarando le opere pubbliche che dovranno corredare l’intervento e che in relazione al vincolo architettonico potrebbe adottare una variante urbanistica“, ha concluso Pacciani. Al momento rispetto alle opere pubbliche che rientreranno nel nuovo progetto a cui i proponenti di Eur Nova stanno lavorando “vorremmo sapere quali saranno garantite – ha detto il presidente della commissione Trasparenza e consigliere Pd, Marco PalumboÈ passato un mese dall’odg di maggioranza approvato in aula Giulio Cesare e vorremmo sapere a che punto è la situazione, visto che a quanto pare siamo passati da un’opera con 1,7 miliardi di euro di interventi con il 30% di opere pubbliche che poi è stato ridotto a meno della metà con opere pubbliche intorno al 6%“. Tra le opere pubbliche “l’unificazione di due strade, via Ostiense e via del Mare, per portarle al nodo Marconi, unendole dall’intersezione con il Grande raccordo anulare a Marconi e non fino all’altezza di Tor di Valle come proponeva Eurnova inizialmente, al momento è l’unica opera certa, già indicata nella delibera di Giunta come da prevedere“. In linea generale Pacciani ha poi ribadito che “la delibera di Giunta del 30 marzo ha fatto proprie le indicazioni dell’ordine del giorno dell’assemblea formalizzando di fatto per la prima volta gli accordi scaturiti dalla richiesta dell’amministrazione capitolina di ridurre le volumetrie della superficie utile lorda dell’intervento privato e introdurre criteri di progettazione edilizia volti ai massimi standard energetici per la parte dell’edificazione privata, quindi terziario e commerciale, nonché estendere gli interventi di riqualificazione della viabilità. I nuovi indirizzi dell’amministrazione dovranno concretizzarsi in un ulteriore passaggio fondamentale che è la delibera di interesse pubblico dell’assemblea capitolina“. Dopo oltre un’ora di confronto la seduta è stata tolta con l’ipotesi che possa essere riconvocata rivolgendo un nuovo invito agli uffici perché “non si sono presentati né l’assessore, per un impegno precedente, né il capo dell’Avvocatura, impegnato al Tar, né gli uffici interpellati fatto salvo il dipartimento Urbanistica. Tutto questo nonostante noi avessimo già inviato prima di Pasqua una lettera a tutti i direttori – ha sottolineato Palumbomi sembra ormai diventata prassi di alcuni dipartimenti quella di non presentarsi, anche concordando le date con le segreterie“.

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L’imposizione del vincolo architettonico” sull’ippodromo di Tor di Valle nell’area in cui dovrà sorgere lo Stadio dell’As Romaha un suo iter, che si conclude nell’arco di 120 giorni da quando è stato indicato. Entro giugno si saprà se verrà confermato e se sarà così diventerà un vincolo definitivo e la società proponente, Eur Nova, potrà fare le sue valutazioni. I proponenti hanno 80 giorni da febbraio per le controdeduzioni e poi partiranno i 120 giorni da parte della Soprintendenza: fino ad allora, comunque, l’area va considerata vincolata. Tuttavia il progetto che stanno redigendo i proponenti dovrebbe già aver preso in considerazione la presenza del vincolo, a quanto mi risulta ne stanno già tenendo.conto. Si tratta di una rielaborazione della proposta originaria“. Lo ha spiegato l’ingegner Fabio Pacciani, direttore della Pianificazione generale del dipa
rtimento capitolino Urbanistica
, nel corso dell’audizione presso la commissione Trasparenza di Roma Capitale che oggi ha affrontato le problematiche inerenti al nuovo progetto per lo Stadio dell’As Roma. “Il vincolo è architettonico e non archeologico e ha a che fare quindi con le strutture in superficie. Non è una zona sensibile dal punto di vista archeologico” ha poi chiarito Pacciani in risposta alla consigliera M5s Monica Montella che chiedeva quali verifiche preventive si potessero mettere in campo per evitare l’insorgere di nuovi vincoli sull’area interessata dall’intervento. Nel corso della commissione hanno preso la parola anche i rappresentanti di alcune associazioni, tra cui quelli di Italia Nostra che hanno sottolineato: “La verifica archeologica si fa prima, è infattibile andare avanti se non si ottiene prima il nulla osta della soprintendenza“.

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