Data di pubblicazione: lunedì 20 marzo, 2017 10:42

Stadio, un assist per il Campidoglio

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Corriere dello Sport (M.Evangelisti) – Ecco, se mai nella straziante vicenda del nuovo stadio esiste il momento di cambiare marcia è questo. La Roma e il costruttore Luca Parnasi ci provano, vediamo se la politica risponde allo scatto. C’è di buono che la partita a chi abbassa prima lo sguardo è stata sospesa prima che qualcuno si facesse male. Il club aspettava gli atti ufficiali del Comune, il Comune aspettava i dettagli del nuovo progetto. Una battaglia di posizione piuttosto infantile che nel pomeriggio di oggi viene interrotta dalla presentazione da parte della Roma del materiale illustrativo della nuova versione del progetto. Si tratta di un incontro tra tecnici, gli ingegneri di Parnasi da una parte, gli addetti all’urbanistica dell’amministrazione dall’altra. Il complesso di Tor di Valle come esce dal dimezzamento o giù di lì delle cubature fissato negli accordi bilaterali è illustrato attraverso i numeri fondamentali, i disegni base e probabilmente una visualizzazione grafica. E’ quanto basta, dicono gli esperti, perché il Comune possa mettere giù una bozza di delibera di pubblico interesse che sostituisca, senza stravolgerla, quella uscita dall’amministrazione di Ignazio Marino.

PERCORSO – Adesso in Campidoglio guida invece il Movimento 5 Stelle con largo margine. E all’interno della maggioranza c’è una minoranza piuttosto vivace che ancora vorrebbe vedere svanire nel nulla l’iniziativa di Tor di Valle. Il sindaco Virginia Raggi e i suoi sono piuttosto sicuri di tenerla a bada e che alla fine il Movimento si schiererà unanime in favore dell’accordo raggiunto con la Roma. Subito dopo l’incontro tecnico, giunta e consiglieri si riuniranno a loro volta proprio per compattarsi. Il percorso è serrato. Giovedì è in calendario un’assemblea straordinaria del consiglio comunale. Ordine del giorno: lo stadio e poi lo stadio. L’opposizione, Pd in testa, chiede chiarimenti soprattutto sul- la questione delle opere pubbliche, inevitabilmente limate in vari modi nel nuovo progetto. Ma proprio sulla totalità di quelle opere, del costo globale di 440 milioni, si basa l’interesse pubblico sancito dalla vecchia delibera. Cosa ribadita dal presidente della Regione, Nicola Zingaretti, nell’ultimo incontro con James Pallotta. Superato lo scoglio dei di- battiti preventivi, la giunta comunale dovrà stilare in fretta una “novazione” di tale delibera (cioè una modifica dettata da subentrate esigenze) e spedirla alla Regione Lazio entro la fine di marzo. Il 5 aprile la conferenza dei servizi deve emettere il parere finale. Se tutta questa delicatissima ragnatela giuridica tiene e arriva il sì allora entro l’inizio del 2018 aprono i cantieri e a metà del 2020 lo stadio. Altrimenti l’unica chance è ripartire da zero e rassegnarsi a perdere almeno altri sei mesi. Inutile nascondere che questa è la conclusione più probabile, ma chissà.